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  • BULLISMO IN CONSIGLIO REGIONALE: GUAI A CRITICARE RICCARDI

    Questa settimana è andata in scena nell’aula del Consiglio regionale l’ennesima sceneggiata dell’Assessore alla sanità, Riccardo Riccardi (vedi foto), insofferente verso chiunque osi mettere a nudo il suo operato. L’antefatto: il 18 marzo l’Assessore alla salute Riccardi aveva annunciato le vaccinazioni a partire dalla settimana successiva  per gli uomini del Corpo forestale e per il personale della Protezione civile, volontari compresi. Il 21 marzo  la stampa riportava che la Regione aprirà anche le agende per la fascia 75-79 anni e definirà le modalità per vaccinare i soggetti vulnerabili. Una paziente con diverse patologie autoimmuni e non autosufficiente scrive al Consigliere Walter Zalukar di essere “terrorizzata di contrarre il virus perché seppur io stia chiusa in casa mio marito deve uscire per il medico, la farmacia, la spesa e altre quotidiane necessità. Sento e leggo che il caro Riccardi ha dato la priorità a Forestali e operatori protezione civile, ora permetterà che non ce la faccio più e come me tutti i fragili e chi li assiste.” Il consigliere posta su Facebook la protesta della signora e così si attira le ire di Riccardi, che da giorni sta declamando le magnifiche sorti e progressive delle vaccinazioni in FVG e quindi si infastidisce quando agli annunci si vede contrapporre i fatti che declinano un’altra assai più scomoda realtà. E allora nell’aula del Consiglio cerca di deviare l’attenzione attaccando con ottima capacità di recitazione. E infatti legge con toni quasi melodrammatici la lettera della signora e riferendosi al consigliere conclude che “chi scrive queste cose dovrebbe interrogarsi sul fatto di avere un ruolo seduto qui e se ne fosse all’altezza…… che alimenta una verità deviata” concludendo che “è l’altra faccia della pandemia”. Ma come? Un consigliere regionale riporta il reclamo legittimo di una paziente fragile e viene insultato dall’assessore, che non non eletto, cercare di intimidire chi invece è eletto dal popolo ed esercita il proprio mandato non curandosi di disturbare i governanti. Evidentemente è ritenuta lesa maestà e il silenzio dell’aula depone per questa tesi, che sembra confermata da una certa ignavia del Presidente dell’assemblea, Pier Mauro Zanin, che permette senza proferir parola che un membro del Consiglio venga insultato e intimidito dall’esecutivo durante il lavori d’aula.
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