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  • AGRUSTI TUTELA PIU' LE SUE CARTE DI CREDITO DI QUELLE DEGLI ASSOCIATI

    In questo giorni abbiamo avuto l'onore di intervistare un magistrato del Friuli Venezia Giulia che ha preferito restare nell'anonimato trattandosi solo di considerazioni personali. Fra gli spunti che ci ha fornito riteniamo particolarmente interessante quello relativo al numero delle carte di credito che ciascun uomo di potere possiede e al loro utilizzo. Nella immagine di questo post (vedi foto) si vedono vari importanti personaggi che ricoprono ruoli di primo piano in enti pubblici, enti privati, società pubbliche e private, consorzi,etc. Ad ogni carta di credito corrisponde una precisa capacità di spesa il più delle volte utilizzata per colazioni e cene. A seconda del commensale viene utilizzata una o l'altra, affinchè l'utilizzo sia consono, ma la persona titolare della carta resta la stessa. Verrebbe da pensare, ad esempio, al caso di Michelangelo Agrusti, che è presidente di un paio di società, una delle quali posseduta di fatto da Fincantieri; è presidente di Confindustria Alto Adriatico ed è vice presidente della Camera di Commercio di Pordenone e Udine, ma non solo. Ma chi siede a tavola con lui con chi parla. Con un imprenditore privato, con un uomo di Fincantieri oppure con Confindustria. E lo stesso Agrusti parla e tratta a titolo personale o per una categoria? Nella giornata di ieri Agrusti ha dichiarato che "l'andamento del tessuto produttivo industriale nel periodo post - lockdown è largamemte positivo, in alcuni casi straordinariamente positivo". Citando Paolo Villaggio, Agrusti ha detto una "cagata pazzesca" se teniamo conto delle imprese costrette a chiudere, della crisi del turismo e del forte numero di richieste di cassa integrazione. A ad andare bene, probabilmente, sono quanti hanno più carte di credito in tasca e possono permettersi di dialogare con chi è in grado di tenerli a galla. Sempre Michelangelo Agrusti ha dichiarato che "Confindustria Alto Adriatico si è attivata per contribuire al raggiungimento dell'autosufficienza nazionale della produzione di mascherine tramite la Chiros di Fossalta di Portogruaro". Ma Fossalta di Portogruaro è in Veneto mentre Confindustria Alto Adriatico, territorialmente  comprende Gorizia, Trieste e Pordenone. Se l'azienda fosse stata in FVG parte delle imposte dirette e indirette sarebbero confluite nelle casse regionali del Friuli Venezia Giulia oltre a avvantaggiare lavoratori corregionali. Agrusti, infine ha dichiarato che "è in corso in tutta la Regione Fvg uno scouting per creare una rete di imprese titolata a partecipare al bando internazionale per la produzione di banchi di scuola che scade il 5 agosto". In realtà, pochissime aziende sono a corrente di questo bando e averlo comunicato a mezzo stampa sabato 1 agosto, quando la scadenza è mercoledì 5 agosto, non rende onore al presidente Agrusti. Ma, soprattutto, se Agrusti afferma che è in corso questo scouting perchè, poi, dichiara che la cordata è composta da una dozzina di imprese nessuna delle quali ha mai prodotto fino ad oggi arredi scolastici. E' vero che si tratta di aziende che operano nel settore dell'arredo legno con cui in passato ci erano già stati ammiccamenti per la realizzazione di arredi navali?

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