testata perbenista
  • FRIULI VENEZIA GIULIA: UNA POLVERIERA A RISCHIO

    Nel centrodestra regionale sono convinti di aver già vinto e che resti da decidere solo se il candidato governatore sarà Riccardo Riccardi oppure Massimiliano Fedriga. Nel frattempo Sandra Savino, coordinatrice di Forza Italia, seleziona fra i suoi alleati vecchie glorie vitaliziate e inesperti prestanomi. Così ad Angelo Compagnon (Udc), Luigi Ferone (Pensionati), Sergio Bini (Progetto Fvg/Euro & Promos), Giulia Manzan (Autonomia Responsabile) aggiungeranno un posto a tavola anche per Roberto Menia. Peggio ancora la situazione nel capoluogo udinese, dove Massimo Blasoni si affida ai sondaggi per non assumersi la responsabilità dell'ennesima frattura interna alla coalizione e conseguente sconfitta. I nomi usciti fino adesso sono stati tutti bocciati dai cittadini e il problema dell'assenza di una leadership nel centrodestra udinese pesa anche a livello regionale dove gli azzurri non avranno un candidato della città. Inutile commentare quanto accade nel centrosinistra, dove il sindaco Honsell nella recente amichevole di pallacanestro ha registrato un record assoluto di fischi. I suoi assessori non sanno dove sbattere la testa e cercano nella modifica della denominazione della lista un elemento di novità. Il Pd punta sul consigliere regionale Enzo Martines che tuttavia non raccoglie un consenso unanime dell'elettorato di centrosinistra. Martines è una brava persona, ma il sapore è quello di una minestra riscaldata in pienissima continuità con Furio Honsell di cui ne fu vice sindaco. C'è poi il mondo economico che invece di fungere da stimolo al ricambio politico ne è parte integrante. Ferruccio Saro chiama a raccolta il direttore marketing di Ersa Fvg, Daniele Damele, il presidente degli industriali di Pordenone Michelangelo Agrusti, il presidente degli artigiani Graziano Tilatti e quello della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo pronti a sostenere, come sempre, chiunque avrà il sondaggio dalla sua. L'Università, invece che formare giovani professionisti in grado di sopravvivere senza raccomandazioni e tessere di partito, continua a sfornare rettori con ambizioni politiche. Così dopo Frilli, Strassoldo, Compagno e Honsell adesso Bruno Malattia, Francesco Russo e Carlo Pegorer tifano per il magnifico De Toni. Gli industriali di Udine, dopo mesi di stallo, a causa delle ambizioni di Benedetti e Fantoni, sono ancora divisi al loro interno senza alcun programma, nominando fra i saggi, imprenditori in odore di crisi e in forte ritardo con i pagamenti dei dipendenti. Persino il Vescovo, invece che dedicarsi ai nuovi poveri, decide di licenziare i giornalisti della sua redazione aumentando il numero di disoccupati. La stampa locale tenta di far credere ai lettori rimasti che tutto procede per il meglio, mentre il Tg3 ormai manda solo video senza audio. L'elettorato non è più diviso fra destra e sinistra, ma fra ricchi e poveri, fra onesti e furbi. La gente potrebbe stancarsi di essere presa per i fondelli e tutto potrebbe diventare incontrollabile.

realizzazione sito internet ivision web & software