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  • CECOTTI: UN BLUFF MEDIATICO PER OSCURARE IL M5S

    Quando la stampa locale dedica due giorni di seguito una prima pagina alla candidatura di un uomo senza un partito di riferimento alla vigilia di importanti elezioni è un chiaro segnale di aiuto; ancor di più lo è se (vedi foto) prima Tommaso Cerno e poi Omar Monestier ne diventano gli spin doctor. In realtà gli elettori si trovano davanti al rischio di cadere in un grande bluff : "L'ex Presidente punta a costruire il terzo polo in vista del voto del 2018", titolava ieri Il Messaggero Veneto a caratteri cubitali. Peccato, però, che da anni un terzo polo già esista e si chiami Movimento 5 Stelle. Ma c'è di peggio: viene affermato candidamente che il suo grande sponsor è il pluri vitaliziato ex senatore di Forza Italia Ferruccio Saro, anche egli vicino ai poteri forti della stampa, come se fosse una medaglia al merito. Un'intera pagina dedicata allo "sprinter" Cecotti definito come l'autonomista che fa paura a destra e sinistra, ancora una volta senza mai citare il M5S. Può veramente dare lezioni di cambiamento il fisico che ha fortemente sostenuto Furio Honsell e Debora Serracchiani? Può criticare il sistema infrastrutture di questa regione, il marito della potentissima dirigente e braccio destro di Maria Grazia Santoro, Magda Uliana? Ma, soprattutto, di quanti sindaci dispone Sergio Cecotti, rispetto alle truppe cammellate di primi cittadini del centrodestra? Guardano con entusiasmo a Sergio Cecotti Diego Navarria, sindaco di Carlino, Massimo Moretuzzo di Mereto di Tomba, Markus Maurmair sindaco di Valvasone; comuni che solo il Tom Tom dell'auto di Claudio Violino riconosce. Dalla parte di Riccardo Riccardi un'infinità di amministratori locali di tutto il territorio a partire dai primi cittadini dei tre capoluoghi Roberto Dipiazza, Alessandro Ciriani e Rudy Ziberna.

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