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  • IL PD ESPELLE GHERGHETTA MA GLI PROLUNGA IL MANDATO

    Dopo la disfatta alle ultime amministrative del Pd, l'isontino prende "falce e martello" ed inizia a tagliare teste. Fra le vittime illustri il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta e il consigliere provinciale Elisabetta Medeot (vedi foto) sospesi dal partito in quanto rei di aver appoggiato a Grado la candidatura del commissario Claudio Kovatsch in antitesi al candidato ufficiale del Pd Luciano Cicogna. Sospesi anche altri iscritti del Pd che avevano optato per la propria candidatura in civiche a sostegno di Kovatsch e un semplice tesserato, Emanuele Oriti, reo solo di "aver votato" per Kovatsch senza essersi neppure candidato. Risparmiata dalla furia rossa del segretario provinciale del Pd di Gorizia Marco Rossi, un'altra "traditrice", ossia Ilaria Celledoni, in quanto seppur candidatasi a Grado risulta iscritta presso il Pd udinese. Sul suo profilo Facebook, Gherghetta sccrive: "A Grado ho fatto solo il mio sporco dovere e lo rifarei. E lo rifarò. Non ho da guadagnarci niente ma lo rifarò, perchè la democrazia e i diritti sono tutto. Il resto sono parole altisonanti e vuote di un apparato di partito che i problemi li legge sui giornali e i cittadini li vede solo in fotografia". Nel Pd isontino è guerra fredda e sono in molti ad indicare nel capogruppo in consiglio regionale Diego Moretti (tuttora fatalmente attratto dall'ex consigliere regionale Franco Brussa) il mandante dell'operazione "falce e martello" volta anche ad evitare la possibile ambizione di candidatura alle imminenti amministrative monfalconesi di Gherghetta. Operazione paradosso da parte dell'assessore regionale goriziano Sara Vito che mentre il suo partito caccia fuori dal Pd Enrico Gherghetta, lei assieme alla giunta, prolunga mandato e stipendio al presidente della provincia isontina di oltre sei mesi rispetto l'immediata scadenza.

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