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  • TRUFFA E FRODE: INDAGATO ADRIANO MARCOLONGO

    Quasi sette milioni di euro. Per la precisione, 6.699.610,00 euro che la Regione Veneto, tratta in inganno, avrebbe erogato dal luglio 2006 al settembre 2014 per l'assistenza a sessantuno pazienti degli Istituti Polesani di Ficarolo falsamente rivalutati da degenti a media intensità assistenziale a pazienti ad alta intensità. Il tutto appunto con un pesante aggravio di costi per la Regione, che tramite le Ulss remunera le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture private ma convenzionate, come gli Istituti. Ma non è finita qui: gli Istituti non avrebbero avuto personale a sufficienza per garantire un regime di alta intensità assistenziale ai 61 ospiti. Abbastanza, secondo il sostituto procuratore Sabrina Duò, per formulare le ipotesi di reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di frode nelle pubbliche forniture. Da qui una raffica di avvisi di garanzia sotto forma di notifica di chiusura delle indagini preliminari arrivati nei giorni scorsi a tredici persone; indagati eccellenti del mondo della sanità pubblica, fra cui l'allora direttore generale dell'Ulss 18, Adriano Marcolongo (vedi foto), attualmente Direttore Centrale della Salute e delle Politiche Sociali della giunta Serracchiani. Una nuova grana per il nuovo codice etico regionale fortemente voluto dalla Governatrice del Friuli Venezia Giulia. La contestazione più complessa è quella relativa alla truffa. Secondo questo schema, Giampaolo Pecere, direttore della Soc Distretti socio sanitari Ulss 18, avrebbe incaricato Emanuele Toniolo e Stefano Romagnoli (rispettivamente direttore del Dipartimento di salute mentale e direttore Soc Assistenza Primaria Ulss 18), di attivarsi per la rivalutazione della situazione dei 61 ospiti, segnalati da Mauro Mantovani, legale rappresentante degli Istituti. Sempre secondo questa ricostruzione venne formata una commissione allo scopo, composta da Marco Zancanella (psichiatra Ulss), Tiziano gaio (medico curante degli istituti), Fiorenza Buzzola (assistente sociale agli Istituti), Lorenzo Lorenzoni e Luigi Maurizio Sansone (psicologi agli Istituti). Commissione tra l'altro secondo la Procura viziata dal fatto che quattro dei componenti erano dipendenti della struttura da controllare, così da configurare conflitto di interessi. Sarebbero così state redatte false schede di valutazione facendo risultare ad alta intensità assistenziale i 61 pazienti. Sulla base di questi dati il direttore generale dell'Ulss 18 Adriano Marcolongo, dopo avere acquisito i pareri favorevoli tra gli altri di Enzo Rizzato, direttore sanitario dell'Ulss 18 e Alberto Poirè, direttore dei servizi sociali, avrebbe approvato, il 29 giugno 2006, con decreto numero 469, lo schema di convenzione con gli Istituti, con conseguente induzione in errore della Regione Veneto.

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