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  • GIACOMELLO CITA IL METODO BOFFO, LA BIBBIA POI PIANGE

    A sentire l'omelia di Carlo Giacomello e dei capogruppo del centrosinistra c'erano Agostino Maio e Paolo Coppola, entrambi supinamente appoggiati alla porta (vedi foto). Il vice sindaco he dedicato pochissimi passaggi del suo discorso per spiegare il senso del sms "incriminato" inviato a Soldati. Si è preoccupato solo di accusare e di minacciare, allle volte di deridere opposizione e stampa locale. Alla pari di D'Este ha parlato di macchina del fango e di metodo Boffo adottato contro di lui. Ha puntato chiaramente il dito contro il "principale quotidiano locale". Ha detto che questo quotidiano ha scritto ben 15 articoli in appena nove giorni contro la sua persona, più di quanti ne aveva dedicati al cane Baboo. Ha ribadito che il sms pubblicato sul quotidiano locale non corrispondeva a quello originale e si è spinto oltre minacciando di rivolgersi ai suoi avvocati per difendere l'onorabilità sua e della sua famiglia. Nel suo messaggio, chiarisce Giacomello, c'era uno smile a significare che il tono era poco serio. Ha poi precisato di conoscere a mala pena Franco Soldati, tanto che fino ad un paio di mesi fa neppure sapeva che incarico ricoprisse in Vidoni. Ha concluso poi, come tutti i politici degli ultimi anni, con la più classica delle difese: "Non so e non potevo sapere a chi vada il materiale che vendo visto che ci sono vari passaggi prima di giungere all'utilizzatore finale". Commuovente la citazione sulla verità tratta dalla Bibbia e il pianto liberatorio finale prima di essere abbracciato da Franco Della Rossa. Sulla Pagina Facebook de Il Perbenista è possibile leggere l'intero testo del criticato intervento di Carlo Giacomello.

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