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  • LA BASE DEL PD UDINESE SI CHIEDE: "LEONCINI CHI?"

    A poche ore dalla chiusura sulle candidature per il rinnovo della segreteria comunale del Pd udinese, il clima è bollente. Le candidature sul tavolo sono due: Enrico Leoncini e Claudio Cosmaro. Entrambi renziani, ma il primo solo davanti alla televisione. Questa è l'accusa che senza mezzi termini muove il gruppo che sostiene l'inadeguatezza della candidatura Leoncini (vedi foto). "Leoncini è una brava persona ed uno stimato avvocato, ma politicamente parlando è nato stanco; fino ad oggi non ha mai fatto nulla per il partito. Mai un convegno, mai un dibattito, mai un gazebo, mai un volantinaggio, mai un corteo, nulla. Chi lo ha mai visto?". A sostenere Enrico Leoncini ci sono in prima fila Agostino Maio e Carlo Giacomello. Ma quale è la differenza fra le due lineee? A sostenere Leoncini sono i big del Pd in giunta e nei posti di comando; a sostenere Claudio Cosmaro, il pasionario, c'è la base, quella delle piazze e delle primarie. C'è il circolo di Stefano Asquini, ci sono quanti vogliono premiare l'impegno e la meritocrazia. Cosmaro ha un suo programma ben chiaro che ci invia (vedi allegato in Pdf) e si indigna a sentire che Leoncini rappresenta il candidato dei cattolici e dei moderati. "Io non ostento il mio impegno nel sociale e nel mondo cattolico, ma sfido chiunque a sostenere che non ne faccia parte" - tuona Cosmaro. Il segretario uscente, Hosam Aziz, non si sbilancia, dice di non ricandidarsi e di volere l'unità del partito, ma allo stesso tempo traspare la sua simpatia umana per Cosmaro: "Bisogna premiare chi in questi anni ha lavorato e non chi non si è mai visto neppure una volta". Un terzo sostenitore di Cosmaro rinacara la dose ed afferma che chi vuole affidare la segreteria del partito a Leoncini lo fa perchè vuole un partito in mano a poche persone già posizionate a Palazzo D'Aronco. Nessuno dei due candidati mette in discussione l'appoggio totale a Furio Honsell; ma il gruppo Leoncini vuole un partito cittadino yesman, il gruppo Cosmaro preferisce una segreteria attiva, in grado di stimolare discussioni e riflessioni. Questa sera ci sarà un altro incontro per trovare una sintesi, ma difficlmente chi ama la politica attiva si appiattirà su una candidtura imposta da pochi. In fin dei conti la filosofia renziana è proprio quella di dare la voce al popolo e non alle poltrone.

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