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  • DEL FABBRO E CASTAGNA VOGLIONO LICENZIARE RICCARDI

    Notizia di queste ore parrebbe essere stata un'intesa fra Debora Serracchiani, il suo guru alle infrastrutture, futuro presidente di Friulia,  Piero Del Fabbro e il neo amministratore delegato di Autovie Venete Maurizio Castagna, volta a risolvere definitivamente il rapporto professionale fra Riccardo Riccardi e Autovie Venete. L'attuale capogruppo di Forza Italia, nel 2005 da direttore operativo di Autovie Venete pattuisce che qualora dovesse essere ristabilita la figura del direttore generale avrebbe avuto diritto a ricoprirla. Nel 2008 Riccardi, da direttore operativo entra nei piani alti della politica regionale; nel 2011 viene ricostituita la figura del direttore generale e la carica viene affidata ad Enrico Razzini, considerato il dirigente più vicino all'allora assessore regionale alle infrastrutture Riccardi. Si dice che venga quindi siglato un nuovo accordo in cui si stabilisce che Riccardi non rivendica la casella di direttore generale ma nell'ipotesi di un suo ritorno in Autovie Venete avrebbe diritto a far valere l'accordo del 2005, facendo lui il direttore generale e Razzini il direttore operativo. Arriviamo nel 2013 e il cda di Autovie Venete, guidato da Maurizio Castagna torna a cancellare definitivamente la figura del direttore generale, riposizionando Enrico Razzini al ruolo di direttore opertaivo, comunque il più alto in grado. Oggi i dirigenti in Autovie sono Berti al personale, D'Amico servizio legale, Pavan alle costruzioni e Sartelli all'esercizio. Razzini sovraintende Pavan e Sartelli. Ma, si domanda oggi la nuova amministrazione di Autovie, ha senso mantenere un direttore operativo solo per coordinare due sub direttori? Per ora, una sola certezza sembra ormai assodata: qualora Riccardi dovesse tornare in Autovie troverebbe  il posto di direttore operativo già meritatamente occupato da Razzini. Non resta, pertanto che una strada da seguire: licenziare definitivamente Riccardo Riccardi dopo aver trovato un accordo che potrebbe quello di conferire all'ormai ex direttore generale 27 mensilità di liquidazione.

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