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RICCARDI CHIUDE LE PORTE DELLA RIANIMAZIONE AGLI OTTANTENNI

RICCARDI NON RIESCE A TENERE FUORI IL COVID NEPPURE DAL 41 BIS

Nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo è entrato senza grandi controlli il Covid al 41 bis. Sono circa 12 i reclusi risultati positivi, mentre almeno per ora risultano passati indenni gli internati (ricordiamo che a Tolmezzo c’è la casa lavoro) che vivono in una sezione a parte. Anche in questo caso nella scorsa ondata, i detenuti al carcere duro erano stati risparmiati. C’era stato un piccolo focolaio insorto dopo il trasferimento di cinque detenuti dal carcere di Bologna, all’epoca teatro di un enorme contagio e ancora oggi rimane il mistero dell’avventato trasferimento. Diversi magistrati di sorveglianza hanno rigetto le istanze relative alla misura alternativa al carcere duro (parliamo dei soggetti anziani o pieni di gravi patologie), sottolineando il fatto che essere ristretti in regime di 41 bis e quindi in celle singole e con tutte le limitazioni del regime differenziato, c’è protezione dal rischio di contagio. Ma non è stato così. Ma non solo. L’avvocata Maria Teresa Pintus ha un assistito al 41 bis di Tolmezzo, ovviamente risultato positivo al Covid, e ha spiegato che durante la prima ondata, sia la direzione che il magistrato di sorveglianza, non avevano acconsentito alla richiesta del recluso al carcere duro di essere rifornito dall’area sanitaria competente di mascherine per evitare il contagio. Non solo era arrivato il diniego, ma il magistrato di sorveglianza di Udine scrisse nero su bianco che «tuttora le mascherine sono necessarie solo per i sanitari». «In realtà – ha raccontato l’avvocato Pintus – il mio assistito mi ha spiegato che solo fino a qualche settimana fa c’era poca attenzione, e solo da poco ora tutti gli agenti si mettono la mascherina e stanno evitando, per quanto possono, di fare le perquisizioni». Quest’ultima questione non è di poco conto. Di solito le perquisizioni delle celle dei 41 bis avvengono almeno con due agenti e le camere, si sa, non sono così grandi e quindi si crea, di fatto, un assembramento. A Tolmezzo, intanto, fanno sapere che il Covid al 41 bis riguarda detenuti relativamente giovani e non con particolari patologie pregresse. Ma chi monitora lo stato reale della situazione nella casa Cicondariale di Tolmezzo e come mai il Covid a Tolmezzo ha preso d'assalto il 41 bis e il Pronto Soccorso?