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IPOTESI PECULATO SULL'UTILIZZO QUOTIDIANO DELLA LAND ROVER

DA DUE ANNI LE PROCURE SICILIANE INDAGANO SU EURO&PROMOS

Sebbene le due vicende non siano ufficialmente collegate fra di loro è difficile credere che l'inchiesta di Ragusa del 2018 che vide coinvolta direttamente Euro&Promos e l'inchiesta di Palermo di questi giorni, non abbiano elementi in comune. In entrambe le vicende, una società friulana che riesce a farsi spazio nel difficile mondo siciliano. Corruzione, falso e interruzione di pubblico servizio per il completamento dell'ospedale di Ragusa, frode nelle pubbliche forniture ai danni dell'Asp per oltre 3,5 milioni nell'ambito dell'appalto pulizie, segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale di circa 4,5 milioni. È quanto emerse nel novembre 2018 dall'operazione Ethos della Guardia di Finanza di Ragusa che si concluse con la notifica dell'avviso di conclusione indagini nei confronti di 26 persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti di imprese. L'indagine, durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell'Asp della provincia. L'appalto, del valore di 32 milioni, era stato assegnato alla Euro&Promos di Udine, costituendo il primo caso di questo tipo affidato nella provincia siciliana a favore di un unico soggetto economico. Attraverso la ricostruzione quali-quantitativa del servizio prestato e dagli altri accertamenti eseguiti, è stato possibile verificare che l'azienda appaltatrice forniva una prestazione sensibilmente diversa rispetto a quanto previsto dal capitolato, sia per numero di dipendenti impiegati che per monte ore effettuate, inferiori di oltre il 20% rispetto al previsto. Anche la quantità e qualità dei macchinari forniti era difforme da quella indicata, laddove veniva accertato un minor numero di tali dotazioni, per una percentuale pari all'80%. Nella ricostruzione della vicenda, l'autorità giudiziaria ravvisò anche ipotesi di corruzione, legata all'assunzione nella ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell'Asp. Fra i 26 indagati, vi erano due nomi di Euro&Promos: il dirigente Stefano Sedrani e il commerciale Giovanni Tranquillo. Ed è proprio quest'ultimo nome, cioè quello di Giovanni Tranquillo, uno dei nomi chiave dell'inchiesta sulla corruzione nella sanità siciliana che ha visto, pochi giorni fa, a Palermo l'arresto di 10 nomi eccellenti. Appalti per 600 milioni di euro. Una vasta torta della sanità siciliana su cui avevano messo le mani manager regionali infedeli, faccendieri e imprenditori, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza coordinata dalla procura di Palermo. Le "spregiudicate condotte illecite", sottolineano le Fiamme gialle, garantivano "l'arricchimento personale dei pubblici ufficiali infedeli e dei loro intermediari, mediante l'applicazione di un tariffario che si aggirava intorno al 5% del valore della commessa aggiudicata. Gli investigatori avrebbero accertato un giro di mazzette che ruotava intorno alle gare indette dalla Centrale Unica di Committenza della Regione Siciliana e dall'ASP 6 di Palermo per un valore di quasi 600 milioni di euro. C'è anche Antonio Candela, 55 anni, attuale Coordinatore della struttura regionale per l'emergenza Covid-19 in Sicilia, tra i dieci arrestati dell'operazione della Guardia di Finanza su alcuni appalti pubblici milionari della sanità. Candela, che è ai domiciliari, è stato Commissario Straordinario e Direttore generale dell'Asp 6 di Palermo. Gli indagati colpiti dall'ordinanza di misure cautelari firmata dal Gip del tribunale di Palermo sono complessivamente 12, dieci dei quali sono stati arrestati. Sono finiti in carcere Fabio Damiani, 55 anni, attuale direttore generale dell'Asp di Trapani, e Salvatore Manganaro, 44 anni di Agrigento un faccendiere indicato dagli investigatori come referente di Damiani. Ai domiciliari sono finiti Antonio Candela, 55 anni, attuale coordinatore della struttura regionale per l'emergenza Covid-19, già commissario straordinario e direttore generale dell'Asp 6 di Palermo; Giuseppe Taibbi, 47 anni di Palermo, ritenuto il faccendiere di riferimento di Candela; Francesco Zanzi, 56 anni, di Roma, amministratore delegato della Tecnologie Sanitarie Spa; Roberto Satta, 50 anni di Cagliari, responsabile operativo della Tecnologie Sanitarie Spa; Angelo Montisanti, 51 anni di Palermo, responsabile operativo per la Sicilia di Siram Spa e amministratore delegato di Sei Energia scarl; Crescenzo De Stasio, 49 anni di Napoli, direttore unità business centro sud di Siram Spa; Ivan Turola, 40 anni, di Milano, referente occulto di Fer.Co. srl; Salvatore Navarra, 47 anni di Caltanissetta, Presidente del consiglio di amministrazione di PFE Spa. E' stata invece applicata la misura del divieto temporaneo di esercitare attività professionali, imprenditoriale e pubblici uffici nei confronti di Giovanni Tranquillo, 61 anni, di Catania referente occulto di Euro&promos Spa e di PFE Spa, e di Giuseppe Di Martino, 63 anni, originario di Polizzi Generosa, ingegnere e membro di commissione di gara. Sono tutti a vario titolo indagati per corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti.