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IPOTESI PECULATO SULL'UTILIZZO QUOTIDIANO DELLA LAND ROVER

COVID19: RICCARDI TRAVOLTO DAL RISCHIO DI UNA VALANGA ERARIALE

Milioni di euro spesi in affidamenti diretti e spesso inutilmente. Una pioggia di denaro pubblico utilizzato per costruire interi piani di ospedali con Siram, noleggiare navi fantasma, acquistare mascherine rilavabili autoprodotte a prezzi esorbitanti, accordi con strutture sanitarie private in barba ai tanti posti letti pubblici utilizzabili sul territorio regionale. Persino contratti milionari con cooperative prive di forza lavoro disponibili a chiamare in campo badanti al post di oss. Iniziative quanto mai affrettate e incaute, quelle del vice governatore Riccardo Riccardi (Forza Italia), senza mai aver condiviso nessuna decisione con un vero e proprio comitato tecnico scientifico composto da uno staff di infettivologi e biologi di primo livello. Parte delle spese sono state affrontate dalla Protezione Civile Fvg, diretta da Amedeo Aristei con l'assistenza di Nazzareno Candotti e parte delle spese sono state affrontate dall'Arcs, al cui vertice siede il direttore generale Giuseppe Tonutti, affiancato dai vari direttori generali delle Aziende Sanitarie, primo fra tutti Antonio Poggiana. Denaro questo che, come si evince dalla precisa lettera di risposta inviata dal Capo Dipartimento della Protezione civile Nazionale Angelo Borrelli, al vice governatore Riccardo Riccardi, doveva essere speso con tutte le regole imposte dal Codice degli Appalti Nazionale. A poter prendere iniziative urgenti, comunque motivate, è solo il soggetto attuatore per l'emergenza Covid19, ossia il governatore Massimiliano Fedriga, e nessun suo delegato o stretto collaboratore. Questo spiega l'ansia che assale il vice governatore Riccardo Riccardi (vedi foto), quando in data 15 maggio 2020, dopo aver speso una valanga di soldi pubblici, tramite gli uomini dei suoi due referati, Protezione Civile e Sanità, invia personalmente una lettera ad Angelo Borrelli, sostituendosi ancora una volta ai compiti del governatore Fedriga. Vista l'emergenza Covid19 e visto il ruolo di soggetto attuatore unico, sarebbe dovuto essere Fedriga a chiedere chiarimenti, deroghe o addirittura cambi normativi al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile e non un suo assessore. A questo punto, l'unico dubbio che resta, preso atto dell'ingente danno erariale scoppiato in Friuli Venezia Giulia, è se il governatore Massimiliano Fedriga fosse stato a corrente della lettera di sos inviata dal suo vice a Roma, oppure se anche questa sia stata un'iniziativa presa da Riccardi in totale autonomia politica e amministrativa.