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BORRELLI: A CASA FINO AL 2 MAGGIO

FOTO PROPAGANDA DELLA TAMPONARA: LA REALTA' E' DIVERSA

Solo in Friuli Venezia Giulia il numero 1 della Sanità Regionale, invece che elaborare strategie e coordinare le direzioni generali, fa tamponi! Alla luce di una progressiva saturazione dei posti a disposizione, risulta sempre più opportuna la presenza di un Piano ospedaliero dell’emergenza, come hanno fatto tante altre regioni italiane, per essere preparati a tutte le evoluzioni possibili della situazione. L'oncologa Simona Liguori ha auspicato che non accada nuovamente di saturare i posti disponibili di terapia intensiva come accaduto domenica scorsa, quando 47 pazienti hanno occupato tutti i posti disponibili a quella data. Manca una linea chiara e univoca sulla strategia dei tamponi da effettuare al personale sanitario. Alcune sere fa, un operatore del 118 a fine servizio si è dovuto recare in Ospedale a fare il tampone perchè con febbre alta. Chiunque manifesti sintomatologie è obbligato a recarsi personalmente nelle strutture sanitarie a fare il tampone rischiando di infettare anche chi lo accompagna. Non si capisce, e offende, la foto (vedi immagine) propaganda della Direttrice Centrale della Salute della Regione Fvg, Gianna Zamaro, intenta a fare un tampone ad un'operatrice della Protezione Civile. La foto, presenta numerose anomalie che fanno dubitare circa l'autenticità dell'intervento: 1) La "tamponara" indossa scorrettamente la maschera di protezione, con l'elastico inferiore non utilizzato e penzolante, così da non permettere l'aderenza del presidio. Incompetenza della dott.ssa Zamaro o mancanza di necessità di proteggersi realmente? 2) Nonostante il caldo che fa negli ambienti chiusi della Protezione Civile, l'operatrice indossa felpa e giubbotto con tanto di logo della Protezione Civile regionale in primissimo piano. Ecco allora che la stessa foto propaganda della Zamaro trasmette solo un profondo senso di ingiustizia e di disorganizzazione: il direttore centrale della salute che invece di coordinare i vari direttori generali delle aziende e preoccuparsi dei posti letto nelle terapie intensive dedica la sua giornata a eseguire tamponi come qualsiasi altro medico o infermiere e una casta privilegiatissima che esegue il tampone sul posto di lavoro, anche senza urgenza, mentre il resto dei cittadini è costretto a recarsi personalmente in Ospedale.