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BORRELLI: A CASA FINO AL 2 MAGGIO

DURO ATTACCO DI SINDACATI ED RSU AI VERTICI SANITARI

Tutti le sigle sindacali e la Rsu dell'Azienda Sanitaria Universitaria "Friuli Centrale", sollecitano urgentemente e duramente un incontro/confronto, già chiesto in data 15 marzo, in videoconferenza sulla gestione dell'emergenza Covid19, con il direttore generale Asufc Massimo Braganti, con il direttore sanitario Asufc Laura Regattin, con la gestione del rischio clinico Roberto Cocconi, con la Soc Prevenzione e Protezione Elisabetta Edalucci e con la direzione Professioni Sanitarie Maura Mesaglio. Nella lettera inviata si fanno presente i seguenti punti: 1) Permane un elevatissimo e condivisibile livello di preoccupazione nel personale infermieristico e di assistenza (OSS) ai pazienti sospetti e affetti da Covid19 (PS, Med Urg, Malattie Infettive e Terapie Intensive). In primis per il fondato motivo di venirsi a trovare nelle condizioni di insufficiente disponibilità di DPI. Le caratteristiche che presentano molti pazienti COVID19 (repentina instabilità sul piano respiratorio) richiedono adeguate competenze agli infermieri che non possono certo improvvisarsi e che richiedono formazione, sia pure sul campo, da colleghi già addestrati. analoghe preoccupazioni sono presenti fra i tecnici di radiologia, laboratori, tecnici della prevenzione, assistenti sanitari). 2) Il restante personale sanitario e tecnico dell'intera azienda sia che lavori in reparto, negli ambulatori rimasti ancora aperti e nei servizi territoriali è allarmato dal sentirsi costretto a lavorare a contato con l'utenza senza possibilità di indossare mascherine chirurgiche a causa della scarsa disponibilità o in totale assenza. 3) Ad oggi non ci è ancora stato fornito dall'azienda alcun dato in merito al numero di operatori contagiati, loro profilo e quali servizi siano stati interessati. Non ci è dato sapere come questi nostri colleghi stiano e quali conseguenze si siano determinate nei servizi e se l'azienda proceda nello stesso modo in analoghe circostanze. 4) Chiediamo che al Comitato di Crisi Aziendale possano partecipare oltre alle attuali figure istituzionali almeno un infermiere e oss dei reparti più esposti al rischio contagio. 5) Si chiede come gesto di solidarietà che l'azienda fornisca agli operatori più a rischio contagio, posti letto in spazi aziendali con bagno e doccia dedicati. Ancor meglio sarebbe fare un appello alla società civile affinchè vengano messi a disposizione gratuitamente stanze o appartamenti nei pressi del luogo di lavoro. 6) Dovere morale di garantire maggiore protezione ai colleghi sanitari  etecnmici meno giovani che presentano patologie croniche importanti. Arrivati a questo punto i sindacati non possono che pretendere di cotruire risposte immediate assieme.