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DUBBI SUI CONTROLLI DEL DIRETTORE DI DISTRETTO UDINESE CANCIANI

DORBOLO' (BURLO GAROFOLO) INVECE DI SPIEGARE MINACCIA

Il direttore generale dell'Istituto Burlo Garofolo di Trieste, Stefano Dorbolò, ci invia una diffida (vedi foto) con richiesta di rettifica per un post pubblicato il 5 febbraio 2020 in cui si metteva in dubbio la regolarità dei titoli della direttrice sanitaria Paola Toscani. Nel post in oggetto scrivemmo: "Ha un incarico di qualche responsabilità appena da maggio 2016 e non almeno quinquennale come prevede la legge. Prima, cita una generica “funzioni inerenti il profilo di direzione medica” che non ha alcun significato. Quindi, nel concreto, non ha diretto nulla. Non ha fatto domanda per essere iscritta negli elenchi dei direttori sanitari di altre regioni perché sa che sarebbe respinta". La missiva del mega direttore si conclude senza alcuna spiegazione esauriente in merito alle nostre osservazioni se non una lite temeraria molto evidente, quasi una minaccia. Ebbene, premesso che come abbiamo scritto la dott.ssa Toscani sa bene di non avere pienamente i titoli e per questo non ha fatto domanda nei bandi di altre regioni sarebbe interessante che fosse reso trasparente il meccanismo di calcolo dei cinque anni di dirigenza al fine di rendere chiaro quanto sostenuto. Sul fatto che poi si possa procedere a nominare senza lista pubblica di direttori sanitari e amministrativi non abbiamo ad oggi un parere espresso dalla Regione Fvg. Questo in considerazione di due fatti: primo alcuni direttori generali in regione applicano la norma e altri no, secondo praticamente tutte le altre regioni la applicano. Perché non si chiede un parere in merito all’Autorità anticorruzione e alla Corte dei conti? Non sarebbe più semplice e corretto per tutti? Intanto, sperando di non urtare nuovamente la suscettibilità del direttore generale Stefano Dorbolò, ci permettiamo di far notare che nella pagina della trasparenza l'unico a non aver pubblicato il proprio curriculum è proprio lui.