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REPORT SUL CASO MASCHERINE FARLOCCHE FVG

IL D. LGS. 39/2013 INGUAIA ZANIN ANCHE PENALMENTE

Solo fino a pochi mesi fa, Piero Mauro Zanin (vedi foto), sembrava essere proiettato verso un ruolo di primo piano nella politica regionale; oggi, vittima di una certa avidità, rischia di essere al capolinea della sua carriera sebbene ancora seduto sulla poltrona della presidenza del consiglio regionale. Il segretario generale e responsabile anti corruzione del consiglio regionale, Franco Zubin, sta vivendo giornate di grande tensione, dopo aver scritto e parlato di alcune situazioni di incompatibilità e di inosservanza delle leggi nazionali da parte di Zanin. Procediamo con ordine. Il D. Lgs 39/2013 dichiara che "Ai fini del conferimento di incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrative di vertice nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico si osservano le disposizioni contenute nel presente decreto. Per incompatibilità si intende l'obbligo per il soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere , a pena di decadenza, entro il termine perentorio di 15 giorni, tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione e lo svolgimento di incariche e cariche in enti di diritto privato o finanziati dalla pubblica amministrazione che conferisce l'incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l'assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico. Gli incarichi dirigenziali, interni e esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello provinciale e comunale sono incompatibili con la carica di componente della giunta o del consiglio regionale. Ad aggravare la situazione di Zanin si aggiunge il fatto che ricopre anche l'incarico di responsabile anti corruzione di Mtf srl e che come tale ha commesso delle omissioni ignorando il proprio caso. Il responsabile del piano anticorruzione di ciascuna amministrazione pubblica, ente pubblica e ente di diritto privato in controllo pubblico ha l'oobligo di segnalare i casi di possibile violazione delle disposizioni del presente decreto all'Autorità nazionale anticorruzione, all'Autorità garante della concorrenza e del mercato ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui alla legge 20 luglio 2004, n.215, nonchè alla Corte dei conti, per l'accertamento di eventuali responsabilità amministrative".