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IL VICE PRESIDENTE DE LA QUIETE SMASCHERA IL DIRETTORE GENERALE GUARNERI

LETTERA DI UN PARENTE DE LA QUIETE: TUTTO E' AL RISPARMIO

Vi pubblichiamo una delle tante lettere ricevute in questo ultimo mese da parenti di persone ricoverate all'Asp La Quiete.

"Sono Dina e ho mia mamma alla Quiete. Ero andata a 4° piano del padiglione Hofmann con la scusa di andare a trovare le vecchiette e i parenti che conosco, ma il motivovero era di fare alcune foto e madarle alla vostra attenzione. Come arrivo su al 4° piano vengo subito affrontata da una Oss che mi chiede chi sono e cosa faccio lì. Volevo dirle senti stupidina come non mi conosci se fino all'altro ieri lavoravi dove è mia mamma, ma sono stata zitta che è meglio. Allora dico guardi, ho mia mamma al ***piano e sono venuta qui per salutare alcune signore. Mi dice che questa è morta, quell'altra è morta, che un'altra è in ospedale e che quell'altra ancora sta male, che ha l'ossigeno e che è meglio non andare. Insomma ero andata apposta perchè lì c'è una camera a due letti, dentro ci sono due uomini e uno dei due, quello che è nel letto che da sul corridoio e che è li di sucuro da un anno, è un paziente infetto e dovrebbe stare in isolamento oppure messo in una stanza singola. Quando  si arriva su al 4° piano che si esce dall'ascensore si prende il corridoio a destra. Nella prima camera a sinistra, quella difronte alla cucina, trova queste due persone e sull'anta sinistra della porta hanno messo un adesivo rotondo, tipo una spirale con tanti colori. Questa spirale indica la presenza di una persona infetta. Le Oos che entrano in quella camera indossano la stessa divisa che utilizzano quando procedono per altre medicazioni andando a creare possibili contagi. L'estate passata all'Hofmann nel turno dellla mattina e in quello pomeridiano c'era un solo infermiere che doveva vedere di due piani e mezzo. quando noi spingevamo le carrozzine e portavamo i nostri vecchietti al bar, per far cambiare loro aria e scambiare due parole e anche farci coraggio, dicevamo ma Dio, come fanno a non preoccuparsi? sono vecchi, hanno tante malattie, può capitare che ci siano più malori nello stesso momento e come fa un solo infermiere a vedere di loro. Al bar della Quiete i nostri vecchietti sfogliavano le riviste che comprava Claudio (quello che aveva in gestione il Bar), era un posto allegro, c'era tanta gente che andava lì volentieri perchè aveva la battuta pronta e scherzava con tutti. L'altro giorno, sono tornata e ho trovato un ambiente totalmente diverso, di una tristezza infinita. Alle 11 del mattino ci sono io, mia madre e un vecchietto; chiedo un caffè per me e un cappuccino per mia mamma, il vecchietto chiede un taglio di nero. La gestione del Bar scopro essere passata alla ditta che ha l'appalto della ristorazione alla Quiete, i prezzi sono aumentati, non ci sono più tramezzini e brioche, non ci sono più riviste e le poche cose da mangiare sono tutte come quelle imbustate nei distributori".