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DUBBI SUI CONTROLLI DEL DIRETTORE DI DISTRETTO UDINESE CANCIANI

BUFERA SU EURO & PROMOS: OFFERTE ANOMALE E RIBASSI ECCESSIVI

Da Roma a Pisa, la Euro & Promos Spa dell'assessore regionale alle attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini (vedi foto), si trova al centro di forti polemiche per gli eccessivi ribassi alla base delle gare, le offerte anomale e i grandi tagli salariali. A Pisa il Sindacato Generale di base dopo l'incontro con l'amministrazione comunale si è detto "pronto a qualsiasi mobilitazione pur di scongiurare tagli salariali". Al centro della discussione l'appalto per le pulizie degli uffici comunali che, secondo i sindacati, rischierebbe di provocare ulteriori "tagli salariali a chi già percepisce uno stipendio da fame". Le due aziende dell'associazione temporanea di impresa aggiudicatrice dell'appalto sono Euro&Promos Fm Spa e Miorelli Service Spa. Non è la prima volta che Euro & Promos partecipa in ati con Miorelli Service Spa e non è la prima volta che si verificano offerte a fortissimi ribassi, come è successo anche a Roma dove la Commissione di gara della Prefettura Commissione di gara, preso atto dei punteggi ottenuti dagli Operatori economici, ha rilevato la presenza di offerte anormalmente basse, ai sensi di quanto previsto dall'art. 97 del D.lgs 50/2016 ss.mm.ii, per effetto del superamento delle soglie di anomalia di natura tecnica ed economica.
A chiedere di rivedere l’appalto di Pisa è stato il consigliere di Diritti in Comune, Ciccio Auletta. "Da mesi - afferma Auletta - chiediamo all'amministrazione chiarimenti sull’affidamento del servizio, senza però ottenere risposte. Il nuovo appalto prevede infatti un ribasso rispetto alla base di gara del 23,42%, arrivando, per alcune attività integrative e straordinari, a ribassi del 99%". Ribassi "pesanti" sottolineati dallo stesso responsabile del procedimento che nella relazione con cui viene assegnata la gara scrive: "La ditta avrebbe comunque potuto fornire qualche spiegazione in merito alla sostenibilità dello sconto praticato rispetto al complesso dell'offerta economica presentata, in quanto lo stesso risulta particolarmente rilevante e non consente alcuna remunerazione per la ditta". "E’ quindi chiaro - prosegue Auletta - che se l'azienda non ha margine di guadagno ha un unico modo per fare profitto: ridurre i salari delle lavoratrici che già da novembre potrebbero essere colpite da tagli di ore e di stipendio, con una riduzione del salario  tra i 200 e i 250 euro al mese. L’amministrazione comunale deve inoltre spiegare perché e come ha dato il via libera ad un affidamento in cui il costo orario imputato è inferiore al costo delle stesse tabelle ministeriali".