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IL VICE PRESIDENTE DE LA QUIETE SMASCHERA IL DIRETTORE GENERALE GUARNERI

SANITA': ARRESTATO EX VICE COORDINATORE FORZA ITALIA FVG

Operazione della Guardia di finanza di Udine: perquisizioni e sequestri nell’ambito di un procedimento in materia di spesa socio-sanitaria ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.  Al centro delle indagini una società attiva nel settore dell’assistenza per anziani, autosufficienti e non, e nella gestione di comunità terapeutiche - riabilitative per minori e adolescenti, con sedi operative in tutto il territorio nazionale. Tra gli arrestati anche l'imprenditore friulano Massimo Blasoni (in foto con assessore regionale alla sanità Fvg Riccardo Riccardi, la coordinatrice regionale Sandra Savino e il deputato Roberto Novelli), fondatore di un noto fruppo di case di riposo per anziani. In carcere sono finite quattro persone: l'udinese Massimo Blasoni, presidente della Sereni Orizzonti, Marco Baldassi, di Udine, consigliere del Cda, Judmilla Jani, nata in Albania e residente a Udine, direttrice di Area 1, e infine Federico Carlassara, nato a Motta di Livenza (Treviso) e residente a Udine, responsabile dell'ufficio personale.

TRUFFA AGGRAVATA AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.
8 PERSONE ARRESTATE, SEQUESTRATI BENI PER 10 MILIONI DI EURO.
Le Fiamme Gialle di Udine, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno scoperto un sofisticato ed esteso sistema di frode, in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.
Una società attiva nel settore dell’assistenza per anziani autosufficienti e non, e nella gestione di comunità terapeutiche - riabilitative per minori e adolescenti, con sedi operative in tutto il territorio nazionale, risulta, allo stato delle indagini, avere percepito illecitamente contributi pubblici per un importo quantificabile in oltre 10 milioni di euro, presentando alle Aziende Sanitarie territorialmente competenti, rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture.
In particolare, le strutture operative della società, per massimizzare i profitti d’impresa, comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute.
A tale scopo venivano rendicontate anche maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina. La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate era sistematicamente distrutta e/o occultata agli Organi di vigilanza.
Altre volte, prestazioni mai rese ai propri degenti erano falsamente rendicontate sulla base di fatture false emesse da professionisti compiacenti.
Comando Provinciale Guardia di Finanza Via Giusti,29 - 33100 Udine
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Le irregolarità, che abbracciano anche i rapporti di impiego delle unità di lavoro, costituiscono anche un raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, hanno ottenuto prestazioni assistenziali inferiori.
Il sistema di frode è emerso grazie ad una verifica fiscale condotta dalle Fiamme Gialle di Udine, con approccio multidisciplinare, nell’ambito della quale i Finanzieri si erano accorti di alcune criticità nella rendicontazione degli oneri alle Aziende Sanitarie nel comparto dell’assistenza agli ospiti delle residenze per anziani e delle comunità per minori.
Attraverso successive scrupolose indagini tecniche e complessi riscontri documentali è stato possibile acquisire le prove delle illecite attività realizzate ed ancora in corso su più strutture operative ed individuare specifici profili di responsabilità connessi alle scelte imprenditoriali del socio di maggioranza della società, il quale, pur non avendo alcun formale ruolo amministrativo, di fatto aveva escogitato ed attuava, insieme con i suoi collaboratori, una politica aziendale volta a massimizzare i profitti, consapevole di truffare le Aziende Sanitarie.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Udine, dott.ssa Mariarosa Persico, ha disposto 9 misure cautelari personali a carico dei responsabili della truffa aggravata (n. 4 custodie cautelari in carcere, n. 4 arresti domiciliari e n. 1 obbligo di dimora).
E’ stato ordinato, inoltre, anche il sequestro di beni e valori per oltre 10 milioni di euro, importo corrispondente alle risorse pubbliche illecitamente percepite.
Il Procuratore della Repubblica di Udine, dott. Antonio De Nicolo, e il Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Paola De Franceschi, che hanno coordinato le indagini, hanno voluto salvaguardare, nella richiesta di adozione delle misure cautelari, la continuità dei servizi di cura e assistenza degli ospiti e i rapporti di lavoro degli addetti alle strutture.
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