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QUANDO IL BENESSERE VETERINARIO SUPERA QUELLO ANIMALE

Ci sono pervenute in questi giorni un paio di fatture veterinarie alquanto anomale. Più che di fatture, possiamo parlare di fogliettini in cui il veterinario certifica un avvenuto pagamento al suo cliente senza alcuna rilasciuta fiscale. E' utile ricordarsi che con una fattura in mano se il vostro veterinario commette gravi errori, o omissioni dolose, avete in mano almeno un foglietto che certifica che il "lavoro" l'ha fatto lui e potete chiedergliene conto. A volte è necessario ricordare che il professionista che non fa la fattura danneggia anche noi, indipendentemente dallo sconto. Se tutti pagassimo quanto dovuto magari taluni signori avrebbero un gettito tale da smettere di piangere miseria. Se non fosse per chi accetta queste cose, il "nero" semplicemente non esisterebbe. Escluse le spese per cani da guardia aziendali che qualcuno riesce a farsi rimborsare nella dichiarazione dei redditi, è purtroppo vero che la possibilità di ricupero delle spese veterinarie è una miseria. C'è una soglia minima non rimborsabile ed una soglia massima di rimborso che comporta la possibilità di rientro delle cifre  pagate di soli miseri 50 euro/anno massimo. In un'Europa dove in alcune nazioni le cure veterinarie sono parificate a quelle umane, l'Italia ha molta strada da fare. Un'assicurazione obbligatoria, secondo alcuni fiscalisti, in questo campo permetterebbe una maggiore trasparenza e serietà e si tradurrebbe in un miglioramento di condizionisia per il veterinario che per gli animali. Sempre da testimonianze raccolte parrecche che in occasione del mese della filiaria, qualcuno avesse chiesto 150 euro con fattura oppure il 10% in meno senza, come se fosse uno "sconto regolare". Con la fattura il veterinario paga oltre l'iva, almeno il 30% di tasse. Infine ci vengono segnalati vari casi in cui i importanti veterinari che effettuano anche turni notturni e festivi tendono a dare appuntamenti non urgenti quando vi è la maggiorazione del tariffario.