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DOPO TOTO' ARRIVANO I TARVISIANI A VENDERE IL CASTELLO DI UDINE

Nella scrittura privata redatta tra Fontanini e Massarutto a rappresentare l'amministrazione è l'assessore ai grandi eventi Maurizio Franz, leghista ma in ottimi rapporti con l'assessore regionale al Turismo Sergio Bini (Progetto Fvg). Fu infatti durante un incontro informale al Contarena che Bini e Franz si accordarono per il finanziamento dll'evento Ein Prosit; in quell'occasione la figura e il ruolo del direttore Claudiuo Tognoni risultava poco cara all'ex presidente di Euro & Promos Coop. Nel film Totòtruffa 62, il mitico attore napoletano tratta la vendita della Fontana di Trevi ad un ricco turista americano. Può sembrare paradossale, ma la truffa della Fontana di Trevi viene spesso portata ad esempio di una particolare tipologia di vendita: quella in cui il venditore non è il pieno titolare dei diritti di proprietà del bene da vendere. Ebbene con questa scrittura privata il Consorzio Turistico è riuscito a vendere a tutti gli sponsor locali e nazionali i più importanti e storici Palazzi e Musei Udinesi. In particolare, si legge all'art.6 della convenzione, "il Consorzio si impegna (vedi foto) a realizzare e inserire il logo del Comune di Udine e dei Civici Musei in tutta la comunicazione pubblicitaria e promozionale". Ma ecco "la vendita della Fontana di Trevi": all'art.3 "Il Comune porrà a disposizione per la realizzazione dell'evento i seguenti spazi: Chiesa di San Francesco, Teatro San Giorgio, Casa Cavazzini - Sala Mussato, Palazzo D'Aronco, Sala Ajace, Salone del Popolo, Loggia del Lionello, Palazzo Valvason Morpurgo, Castello di Udine - Salone del Parlamento, Loggia del Lionello, rilevato Piazza San Giacomo, Via Lionello e Largo Ospedale Vecchio". Tutto il patrimonio storico della città di Udine consegnato nelle mani di un consorzio turistico di commercianti tarvisiani.