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    AD EIN PROSIT UDINE UN CUOCO ANTI ANIMALI E VEGANI

    2019A

    Rognoni, coda, fegatini, midollo, pajata. Un menu che gira vorticosamente sulla cucina povera, tra frattaglie, piatti popolari e grandi materie prime.  È Trippa, la trattoria di Diego Rossi (vedi foto) e Pietro Caroli. Sarà lui uno degli chef che il Consorzio Turistico di Tarvisio porterà a Udine durante Ein Prosit. Nelle sue foto, quasi sempre provocazioni (vedi immagine) con animali morti. Vi proponiamo un pezzo di una sua recente intervista alla guida Gambero Rosso: "“Quando ho trovato la pajata, che a Milano forse abbiamo solo io e Giuseppe Zen, o i testicoli di gallo, per me è stato un evento” racconta, e poi continua “o il tamaro o le anguille come le volevo io, piccoline da fare alla griglia”. Ma non hai mai pensato: ‘forse questo è troppo, non andrà mai?’ “Mah, in realtà è veramente raro che qualcosa non funzioni. Per esempio la trippa fritta la prende anche chi di solito non mangia trippa: anche perché pare un calamaro” e così un sacco di frattaglie apprezzate anche da chi abitualmente non le ama. “Forse perché gli ingredienti molto molto freschi; la maggior parte delle persone ha una bassa conoscenza di queste materie prime” e i preconcetti sono forti, “per esempio che la pajata non abbia un buon odore. Quindi quando provano questi piatti sono sorpresi”. I clienti sono contenti e arrivano persino vegani e vegetariani forse perché il locale è diventato così di moda che anche chi non sopporta questi cibi vuol poter dire che è stato da noi”. O forse perché in fondo ci sono un sacco di verdure in carta. Se gli chiedi qual è il piatto che centra di più quel che è Trippa risponde il vitello tonnato “perché mette insieme tutti i nostri principi: è un piatto della tradizione, rivisitato in maniera corretta, senza sconvolgerlo, è alleggerito ma senza togliere niente. La tecnica c’è, ma è al servizio della tradizione, non c’è nessun ingrediente in più o in meno”. Ma poi ci ripensa e aggiunge la terrina di fegatini di pollo e il rognone trifolato e hai la sensazione che stia per dirli tutti, uno a uno. Perché sono i piatti che voleva lui, preparati come li voleva lui, con le materie prime che cercava lui. Non ci resta che dare appuntamento ad animalisti e vegani alla cena di Diego Rossi per accoglierlo con il giusto calore.

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