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    IL COORDINATORE OIPA VALENTINI NON LIBERA BERTRANDO

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    Pensando di fare una buona azione abbiamo tutti condannato Bertrando a vivere il resto della sua vita in prigione. Non ci saremmo dovuti rivolgere all'Oipa che da tempo conosceva lo stato di isolamento di Bertrando e mai si era mossa. Secondo quanto riferito dall'Oipa alle istituzioni preposte Bertrando, il cagnone segregato nel lager di Pasian di Prato, non vive in stato di isolamento. La perizia effettuata notte tempo dal veterinario pubblico Stefano Brisinello e la seconda visita effettuata dalla comportamentalista goriziana Monica Manari attesterebbero che non esiste alcun maltrattamento al cagnone e che lo stato psico fisico di Bertrando sia buono. L'anziano proprietario del cane, il signor Comina, e suo figlio Luca, presenti alla visita fatta dall'Oipa con la dottoressa Manardi, avrebbero garantito che ogni giorno portano il loro cane a fare una passeggiata. Questo sarebbe sufficiente per decretare un non stato di abbandono. Secondo l'Oipa lombarda, il coordinatore Valentini avrebbe dovuto rivolgersi direttamente al Prefetto per chiedere il sequestro del cane viste le tante testimonianze che attestavano l'abbandono e l'isolamento di Bertrando. Invece, Valentini, dopo aver mentito una prima volta asserendo che il cane era stato momentaneamente spostato di recinto e messo in luogo più idoneo, dopo aver giurato di aver fatto quotidianamente al cane foto per attestare il suo costante stato di salute, ha indicato al sindaco Pozzo il nome di una comportamentalista di sua fiducia. Nel verbale della Polizia Locale viene riportato che il 22 agosto alle ore 17 presso un'area agricola catastale di Pasian di Prato (quindi a che titolo da anni vi è un magazzino edile?) il signor Giuseppe Comina, assieme al figlio Luca (agente di Polizia) hanno fatto entrare il coordinatore Oipa Edoardo valentini "assieme ad altre sei persone di cui quattro in divisa". Non si capisce, ancora una volta, perchè erano presenti anche due avvocatesse, Alessandra Marchi e Laura Trovò, del Movimento di Michela Vittoria Brambilla e per quale ragione non sono state prese le loro identità e verbalizzate.

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