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    CHI E COME SVILISCE L'IMMAGINE DEL CENTRODESTRA IN FVG

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    Non vi è peggior difetto della presunzione e dell'arroganza. Difetto, spesso tipico, dei nostri politici che dimenticano che il loro mandato dura un tempo limitato di cinque anni; poi devono tornare a cercare consenso. Non meraviglia, allora, che al contrario di una volta, chi governa non venga quasi mai riconfermato. Penso a sindaci come Pietro Fontanini che in campagna elettorale "viveva" in borgo stazione, giurava di ripulire la zona e prometteva il rilancio del commercio: tutte promesse tradite. Penso anche all'assessore Giovanni Barillari che non mancava di telefonare decine di volte a settimana ad amici e pazienti per garantirsi la loro benevolenza al seggio, per poi dimenticarsi di quanti oggi versano in stato di bisogno magari alla Quiete o in strutture similari. Emblematico il caso di Stefano Salmè che dopo aver raccolto, in due liste, numerose persone bisognose di lavoro e assistenza, ha immediatamente piazzato se stesso e la moglie, andano persino a cambiare partito e forse nazione di lavoro. Non meglio le cose in Consiglio regionale, anzi peggio. Drammatica la figura dell'assessore alle risorse agroalientari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che prima di diventare membro dell'esecutivo chiedeva continuamente apparizione nelle emittente locali e manifestava la sua disponibilità a fare su e giù in auto da Spilimbero a Udine. Oggi, schierato pancia a terra con il mondo dei cacciatori si preoccupa solamente di posare assieme a loro e di degustare in compagnia di Federcaccia carni di capriolo o cinghiale. A quanti non fanno parte di questa ristretta cerchia non degna neppure di una risposta alle mail. Ma Zannier è assessore regionale e porta a casa oltre 11mila euro al mese di soldi pubblici, di noi cittadini ed è a noi cittadini che deve quanto meno dare se non delle soluzioni almeno delle risposte. Non rispondere a nessuna mail e dire ai suoi uffici di fare lo stesso è svilente, specie se ogni mattina dedica ampio spazio della sua giornata a degustare in compagnia dela sua bionda segretaria particolare caffè e brioche (vedi foto) con gli amici più stretti. Per quale ragione il direttore del personale Forte tartassa i dipendenti regionali a bere un caffè con il cronometro alla mano mentre un assessore regionale può cazzeggiare per ore nei bar? Quanto meno se non l'agenda, dia l'esempio ai suoi collaboratori. Imbarazzante e difficile da spiegare è poi la presenza in giunta regionale di Sergio Emidio Bini alle attività produttive. Noi tutti siamo convinti che sia una persona onesta e molto vicina al pensiero padano di Fedriga, ma la maxi inchiesta giudiziaria che ha visto coinvolto la sua Euro & Promos in Sicilia con tanto di avviso di garanzia per reati molti pesanti ad alcuni suoi stretti collaboratori anche politici regionali, pone una quetione di opportunità e di etica. Dio non voglia, come pare, che giovedì la maggioranza regionale muti la legge che garantisce anche per l'undicesimo assessore nei comuni capoluogo la quota rosa; se così accadesse, mi auguro che tutte le donne del centrodestra prendano posizione e quella in giunta regionale si astengano dal voto. Non è questa la destra che i cittadini del Friuli Venezia Giulia volevano al Governo della Regione Fvg e di Udine.

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