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    REGIONE FVG: LA MAFIA E' AL SUD MA L'OMERTA' A NORDEST

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    Quello che vi stiamo per raccontare è quanto da un anno a questa parte sta accadendo in seguito ad una maxi inchiesta in Sicilia. Si parla di reati e di importi da capogiro, ma nessuna emittente locale ha voluto dare visibilità a questa notizia per non rovinarsi gli ottimi rapporti personali con l'assessore regionale coinvolto.

    Da novembre 2018 sono 26 gli avvisi di conclusione delle indagini notificati dalla guardia di finanza di Ragusa a carico di dirigenti e tecnici Asp, collaudatori e rappresentanti di imprese con particolare riferimento alla gestione passata. Diversi i reati contestati per una inchiesta partita nel 2014 e che racchiude tre filoni di indagini: un mega appalto da 32 milioni di euro per la pulizia dei reparti ospedalieri, la corretta esecuzione dei lavori per la realizzazione del nuovo Ospedale di Ragusa Giovanni Paolo II e le irregolarità di alcune attestazioni. I reati ipotizzati sono corruzione, falso, interruzione di pubblico servizio e frode nelle pubbliche forniture. Le indagini hanno portato anche a una segnalazione alla Corte dei conti per un possibile danno erariale da quattro milioni e mezzo di euro. La complessa indagine, denominata Ethos e durata oltre un anno, è partita da una segnalazione che evidenziava anomalie sulla gestione del servizio di pulizie eseguito a favore degli ospedali e degli uffici dell’Asp dell’intera provincia. L’appalto, del valore di 32 milioni di euro, è stato assegnato alla Euro & Promos, una ditta di Udine, costituendo il primo caso di servizio di questo tipo affidato in provincia a favore di un unico soggetto economico. Azionista di maggioranza e fondatore di Euro & Promos è l'assessore regionale Fvg, Sergio Emidio Bini. Le Fiamme gialle hanno verificato che, a fronte della fatturazione del servizio, eseguita dalla ditta sulla base della estensione delle superfici da pulire, indicate puntualmente nel capitolato d’appalto, l’azienda appaltatrice avrebbe fornito una prestazione sensibilmente diversa, sia per numero di dipendenti impiegati che per monte ore effettuate, inferiori di oltre il 20 per cento rispetto a quello previsto. Nel mirino degli inquirenti anche le attività di controllo qualità che avrebbe dovuto adottare la ditta friuliana. La società in sede di gara aveva dichiarato di mettere in atto strumenti innovativi per rilevare lo sporco biologico, ma in realtà tali pratiche sarebbero state eseguite solo sporadicamente e assicurate da una dipendente della ditta che avrebbe eseguito il tutto utilizzando metodi molto più tradizionali, ovvero la vista, l’olfatto e un fazzoletto di carta. In merito all'accusa di corruzione, al centro dell'indagini è finita l'assunzione nella ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell’Asp. Irregolarità sarebbero state commesse anche nei lavori di costruzione del nuovo ospedale di Ragusa. Specialmente per quanto riguarda la realizzazione di alcuni impianti tecnologici. Ad attirare l'attenzione dei finanzieri sono stati i collaudi delle unità di trattamento d’aria (Uta) utilizzati in ambienti particolarmente delicati, quali il blocco parto, il blocco operatorio, nonché i locali destinati alla terapia intensiva coronarica e a quella neonatale. La sanificazione dell’aria avviene proprio attraverso il passaggio dell’aria pulita prodotta dalle Uta e l’estrazione di quella sporca. In tre casi, è stato riscontrato che nelle sale operatorie veniva immessa aria sporca. Nelle carte dell'indagine sono finiti anche presunti falsi preventivi e false relazioni inerenti una delibera del direttore generale, collegata alla assegnazione di lavori per circa 40mila euro, con affidamento diretto a favore della ditta in quel momento presente nel cantiere. Tra le intercettazioni telefoniche ci sono quelle in cui emergerebbe un episodio di corruzione che vedrebbe protagonisti il direttore dei lavori - figura interna all'Asp - e il collaudatore, soggetto invece esterno: in cambio di un controllo a campione, quest'ultimo avrebbe visto aumentare il proprio compenso da 1500 a settemila euro. Nonostante le numerose problematiche di particolare gravità connesse al malfunzionamento o al mancato completamento di opere e impianti dell’ospedale Giovanni Paolo II, la governance del tempo procedeva comunque ad avviare, nella metà di giugno 2017, il trasferimento dai vecchi ospedali, con l'intento di rispettare a ogni costo la data dell’inaugurazione prevista per il 26 giugno 2017. Tuttavia la mancanza dei requisiti minimi per l’apertura ha portato all'interruzione del trasloco, con il ritorno nelle vecchie strutture, condizione che ha provocato un blocco dei ricoveri per un prolungato periodo, con sovraffollamento delle altre strutture presenti in provincia. «Le responsabilità sono a vario livello ma non possiamo escludere che ci sia stata un’unica regia che ha mosso tutto - dichiara a MeridioNews il colonnello Salerno della guardia di finanza -. La cosa più grave che si stava facendo tutto senza considerare che questa condotta stava danneggiando la collettività mettendo a repentaglio la salute pubblica».

    1. Aricò Maurizio, ex direttore generale Asp Ragusa
    2. Amata Elvira, ex direttore amministrativo Asp Ragusa
    3. Drago Giuseppe, ex direttore sanitario Asp Ragusa
    4. Aprile Lorenzo
    5. Caltagirone Ivano
    6. Ruscica Elena Maria Carmela
    7. Divita Giorgio
    8. Di Martino Maddalena
    9. Dalle Ave Giuliana
    10. Tribastone Giovanni
    11. Maniscalco Franco
    12. Leone Cecilia Maria Carmela
    13. Toro Maurizio
    14. Siracusa Antonella
    15. Buzzanca Nicolino Antonino
    16. Pinto Vraca Roberto
    17. Ferrante Gianluca
    18. Falzone Alfonso
    19. Di Mauro Maurizio
    20. Sedrani Stefano
    21. Tranquillo Giovanni Giuseppe Antonio
    22. Spirio Carmelo
    23. Mazzari Marco
    24. Interlandi Davide
    25. Finocchiaro Salvatore
    26. Traviglia Antonio

    Stefano Sedrani (vedi foto) attualmente è un alto dirigente della Euro & Promos, nonche braccio destro in affari e in politica (assieme a suo fratello) di Sergio Emidio Bini. Sul profilo proprio Facebook, Stefano Sedrani pubblica quasi quotidianamente post di Sergio Emidio Bini (vedi foto) e parla del "loro comune partito politico", Progetto Fvg. Ma, come può, il governatore Fedriga, dopo un'inchiesta di questa mole, dare ancora piena fiducia all'immagine di Bini quale suo delegato alle attività produttive e come può Bini non essere imbarazzato dei continui richiami alla sua attività politica regionale nei post fatti da Sedrani?

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