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118: LA TRIESTE DI FEDRIGA SI RIBELLA A RICCARDI

"L’ennesimo diktat del vicegovernatore Riccardi a danno di Trieste e i triestini: Trieste non riavrà la Centrale operativa 118. Non importa se altri triestini moriranno nella vana attesa dell’autoambulanza come quel cinquantenne morto di infarto due anni fa in Piazza Vittorio Veneto e rimasto a terra 14 minuti, mentre l’ambulanza era libera a poco più di un chilometro di distanza, ma la Centrale di Palmanova chissà cosa stava facendo. O come la signora morta nell’incendio della sua abitazione a Borgo San Sergio, mentre pompieri e ambulanza venivano mandati verso via Marchesetti. Ma Riccardi ritiene che”dividere l'attività in più parti risulta poco funzionale”, quindi per Riccardi una Centrale a Trieste, come una volta, sarebbe “poco funzionale”, mentre per Riccardi è più funzionale Palmanova,che manda l’ambulanza dalla parte opposta della città. Se poi qualche triestino in più morirà nell’estenuante attesa di soccorsi mandati chissà quando e chissà dovesarà registrato come danno collaterale, ma la Centrale deve stare a Palmanova, perché per Riccardi è più funzionale che stia in Friuli. Non importa se professionisti esperti abbiano prodotto motivazioni tecniche inoppugnabili a favore della collocazione provinciale della Centrale 118, l’architetto Riccardi neppure considera i medici,i riscontri tecnici non valgono contro il disegno politico di egemonia del Friuli. E oltre il dannola beffa: i triestini avevanovotato in massa il centrodestraanche e soprattuttoper lapromessa   di restituire alla città il 118, la Medicina d’Urgenza, una sanità finalmente efficiente dopo la devastazione della riforma Serracchiani. E invece le promesse sono state ignobilmente stracciate,le attese dei triestini liquidate in modo arrogante e beffardo, la sanità un tempo eccellente ridotta allo sfasciopeggio che ai tristi tempi di Serracchiani. Ma una cosa è certa:i triestini non dimenticano".

Giorgio Jercog - Comitato Difesa Sanità Triestina