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    TSUNAMI GIUDIZIARIO SU EURO&PROMOS IN SICILIA

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    Fino a che punto è normale tanto silenzio nel pieno di un'inchiesta pesantissima che coinvolge la Euro&Promos, colosso nazionale dei servizi, il cui azionista di riferimento è l'assessore regionale alla attività produttive Sergio Emidio Bini (Progetto Fvg)? Bini (vedi foto) che si ritrova oggi a capo, assieme all'ex senatore socialista Ferruccio Saro, di un movimento politico i cui dirigenti sono stati e sono dipendenti della Euro&Promos Coop. prima e Euro&Promos S.p.A. oggi. La stampa locale siciliana dedica da tempo ampi servizi all'operazione “Ethos”, che si concluse un anno fa con la notifica di 26 conclusioni indagini per altrettante persone tra dirigenti, tecnici, collaudatori e rappresentanti d’imprese. Angelo Aliquò “licenzia” la ditta delle pulizie degli ospedali dell’Asp di Ragusa per gravi inadempienze contrattuali della società friulana Euro&Promos e chiede 8 milioni di euro quale restituzione di somme per la presunta irregolarità nella esecuzione del servizio di pulizia. Le inadempienze richiamate dal provvedimento del manager sono riferibili a prestazioni contrattuali che l’azienda appaltatrice forniva nell’espletamento del servizio. Dal numero di dipendenti impiegati, inferiori rispetto al previsto, alla quantità e qualità dei macchinari forniti, difforme da quella indicata in sede di aggiudicazione dell’appalto. Nella ricostruzione della vicenda, l'autorità giudiziaria ha ravvisato anche ipotesi di corruzione, legata all’assunzione nella ditta di pulizie di due soggetti parenti o vicini alla vecchia dirigenza dell’Asp. Tra i gravi motivi che hanno portato alla decisione di rescindere anticipatamente il contratto, ci sarebbe anche la mancata comunicazione all’Azienda sanitaria del provvedimento d’indagine per corruzione che ha investito il rappresentante dell’impresa, fatto quest’ultimo che avrebbe comportato la immediata rescissione del contratto. La chiusura anticipata del contratto (il cui importo complessivo è 32 milioni di euro) rischia di mandare in default la ditta, in quanto prevede la immediata escussione della fideiussione prestata in sede di aggiudicazione di gara - pari a 4 milioni circa- cui si aggiungono altri 4 milioni circa per somme ancora da erogare che l’Azienda intenderà presumibilmente congelare. Una patata bollente che il governatore Massimiliano Fedriga (Lega) dovrà presto affrontare prima che l'inchiesta faccia calare il suo indice di gradimento oggi molto alto.

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