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LE DEBOLEZZE DI FONTANINI: SALME', FALCONE E PIZZOCARO

Pietro Fontanini non accetta l'idea di essere considerato di "fuori Udine" dalla borghesia udinese, a tratti molto snob e a tratti molto patetica. Il primo ostacolo che crea un muro fra il politico di Campoformido e i suoi elettori del centrodestra è la sua ostinazione a voler rendere il friulano una lingua ufficiale in una città dove si parla italiano o al più una sorta di veneto. Questa sua forma di odio per l'udinesità lo porta ad allontanarsi da quanti conoscono Udine come Gianni Croatto, Marco Belviso, Silvana Olivotto, Enrico Bertossi, Giuseppe Pavan, Piero Villotta e a circondarsi di una giunta composta prevalentemente da persone di fuori città: Campoformido, Forgaria, Moruzzo. Non ama frequentare il centro della città perchè si sente un corpo estraneo e delega il più possibile. Il suo cerchio magico è piuttosto debole e rischia di consolidarlo nella maggioranza consigliare ma di isolarlo dalla popolazione: Stefano Salmè, Antonio Falcone e Paolo Pizzocaro. Il primo presidente di circoscrizione con la moglie assessore, il secondo in procinto di entrare in giunta nonostante il suo temperamento molto "caldo" e il terzo assessore autocelebrativo che qualora escluso non ci penserebbe un attimo prima di passare con Enrico Bertossi (vedi foto). Intanto a Udine potrebbe sorgere un centrodestra alternativo pronto a lavorare per sfiduciare il cerchio magico e mettere ordine in Borgo stazione e via Cividale.