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FONTANINI E CIGOLOT BIDONANO UGO FALCONE

Pietro Fontanini fin da giovanissimo, dopo aver fatto gli studi a Trento, ha fatto parte di circoli culturali legati alla sinistra ambientalista. Poi il passaggio con i friulanisti/autonomisti fino al gran salto nella Lega Nord di Bossi. Un partito perfetto per Pieri: una Lega anti meridione che guardava a sinistra. Passano gli anni e, ironia della sorte, si ritrova come interlocutore un segretario cittadino di Fratelli di Italia, pugliese e con propensioni ai saluti romani (vedi foto). Sono gli stessi vertico locali della Meloni a voler rimuovere dopo lo scarso risultato elettorale alle comunali il coordinatore cittadino Ugo Falcone, proponendo in cambio la presidenza della SSM Spa. Fontanini preferisce dare l'importante municipalizzata alla Lega e offre al povero Falcone la presidenza del Centro per Arti Visive. Il patriota non appare soddisfatto dell'offerta non remunerata ma finisce per accettare dopo aver chiesto almeno un rimborso viaggi e una segretaria. Quando mancano poche ore alla nomina, il sindaco Fontanini e l'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot incontrano i vertici del CEC ed accettano il ridimensionamento del proprio rappresentante da presidente a membro del cda. Il Comune, infatti, da regolamento non nomina il presidente ma solo uno dei rappresentanti del cda. Sarà poi l'intero cda composto anche da CEC e Cineteca del Friuli di Gemona, assieme all'assemblea dei soci fondatori a nominare il Presidente.