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    LE ILLUSIONI DEI CONSIGLIERI COMUNALI DI FONTANINI

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    Chi dei consiglieri comunali udinesi non ricorda il mitico brano degli anni '80 "Just an illusion"? Canzone degli Immagination che potrebbe fungere da colonna sonora del rimpasto della giunta Fontanini. Il sindaco di Udine, da uomo navigato in mezzo ad un mare di pesci ingenui, ha preso più volte tempo per attuare l'annunciato rimpasto. Sa perfettamente che per ogni consigliere comunale che accontenterà ne scontenterà almeno due. Fra i consiglieri convinti di un'ascesa personale prima dell'estate ci sono Antonio Falcone, con una delega al commercio di fatto in mano all'assessore alle attività produttive Maurizio Franz; c'è un rappresentante di Ar, movimento che da tempo ha cacciato dalle sue fila Paolo Pizzocaro: Giulia Manzan, Paolo Bassi o Lorenzo Bosetti; c'è Andrea Cunta, dopo Franz il leghista di gran lunga più votato che ha mostrato un'ottima capacità nella gestione della protezione civile; c'è il ciellino Giovanni Govetto, che per una poltrona ha tradito prima l'Udc, poi Forza Italia e adesso Progetto Fvg; c'è Lorenza Ioan, molto presente nel campo del sociale e più votata fra le donne in giunta; c'è Mirko Bortolin, fedelissimo di Angelo Compagnon attualmente nel gruppo misto e privo di incarichi ufficiali. Ma rispetto a tanti illusi di fare un passo avanti, ve ne sono altri che si illudono di non essere silurati; ovvio è che per far entrare qualcuno, qualcun altro deve uscire, con o senza la nomina dell'undicesimo assessore. La più a rischio pare essere Daniela Perissutti in quanto priva di un consigliere comunale di riferimento e perchè indebolita dalla nomina a presidente di circoscrizione del marito Stefano Salmè (che per Fontanini sarebbe già un ampio riconoscimento); rischia anche Silvana Olivotto, esterna e a rischio ambizioni della coppia Luca Vidoni - Cristina Pozzo. Sogni agitati dormono anche gli esponenti di Forza Italia. Ormai rimasti solo in tre, non potranno certo avere tutti e tre un riconoscimento politico di primo grado, specialmente se alle europee gli azzurri dovessero scendere ancora di consensi all'inteno delle mura udinesi. Intoccabile il presidente del Consiglio comunale Enrico Berti, il cerino in mano se lo contendono l'assessore alla cultura Fabrizio Cigolot, privato di molte deleghe passate al collega Franz e l'assessore Giovanni Barillari troppo dedito alla professione medica rispetto all'attività politica.

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