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    BRUTTA AVVENTURA AL CENTRO RECUPERO FAUNA DI CAMPOFORMIDO

    BRUTTA AVVENTURA AL CENTRO RECUPERO FAUNA DI CAMPOFORMIDO

    Dopo aver sollevato per diversi mesi seri dubbi sull'efficienza e la regolarità del Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Campoformido, abbiamo ricevuto una toccante lettera di una signora che ci ha voluto raccontare un episodio molto serio: Egregie Istituzioni e Associazioni con questa mia segnalazione, volevo sensibilizzare e porre alla Vostra attenzione quanto ho potuto verificare e qui di seguito specificato. Sono una cittadina con grandissima sensibilità verso tutti gli animali e questa mia caratteristica l'ho trasmessa con grande orgoglio anche a mia figlia dodicenne. La scorsa settimana rincasando da scuola è corsa a chiamarmi allertandomi di aver trovato un uccellino ferito sul ciglio della strada statale. Assieme a lei mi sono precipitata a vedere di cosa si trattasse. Era una cinciallegra che presumo avesse urtato contro un veicolo rimanendo traumatizzata, ferita e non riuscendo più a volare. L'abbiamo raccolta dalla strada e portata a casa, togliendola da una fine certa. L'uccellino non si reggeva in piedi in quanto la sua postura non era in asse. Ad un primo sommario controllo, ho notato che non riusciva a utilizzare un'ala e sempre sullo stesso lato aveva una zampetta rigida che non piegava.  Non reggendosi in piedi crollava su un lato. Dopo averla sistemata in una gabbietta e lasciata tranquilla ci siamo attivate per andargli a prendere del mangime appropriato per uccellini selvatici specifico per la cinciallegra. Ho iniziato a consultare le diverse realtà della zona dove potermi rivolgere per portare l'animale in modo da prestargli cure appropriate. Era un uccellino tranquillo e non particolarmente spaventato dalla nostra presenza, mangiava, beveva l'acqua che gli avvicinavamo e ci osservava in modo molto tranquillo. Vedendolo ero molto fiduciosa e sicuramente con le cure adeguate sarebbe tornato a volare sano e libero. Sono riuscita a contattare telefonicamente il personale della LIPU di Trento che gentilmente mi ha fornito il nome di un centro di recupero e accoglienza a CAMPOFORMIDO (UD) dandomi un numero telefonico e un numero verde. Spinta dal senso di compiere la cosa più giusta per lui mi sono recata personalmente assieme a mia figlia presso questo centro (percorro 20+20 Km.) per vedere con i miei occhi dove lo avrei portato. Quando arriviamo veniamo accolte dai proprietari che non mi dimostrano un grande interesse nei confronti dell'animale. Il signore mi fa firmare molto velocemente una carta con dei dati, chiesti in modo molto sommario, con la quale prendeva in consegna (in malo modo) il volatile. Alla mia domanda di poter sapere qualcosa sulla sua guarigione e sul suo stato di salute o di poter far assistere mia figlia alla liberazione in natura nel momento in cui fosse guarito, il proprietario ha fatto ricorso a futili scuse e generiche motivazioni e che non ci avrebbe informato di quanto richiestogli.  Aggiungendo che l'uccellino è di proprietà dello Stato e una volta consegnato non avevamo più diritto su di lui. Io non faccio parte di questo Stato, visto che sono italiana? Non pensavo di aver fatto una richiesta impossibile, era soprattutto per dimostrare a mia figlia, che se lo era presa a cuore, come si deve comportare un cittadino e come rispondono le istituzioni. Abbiamo ambedue avuto fin da subito la sensazione di aver fatto la scelta sbagliata, avevamo consegnato l'animaletto ad una persona che non lo avrebbe accudito nonostante fosse accreditato per farlo.   Salendo in auto per tornare a casa, mia figlia piangendo mi ha detto: " Mamma, non abbiamo fatto la cosa giusta, vero? Non dovevamo lasciarlo lì! " Mi sono sentita morire, nonostante avessi fatto il mio dovere di cittadino e di amante degli animali, ho avuto il dubbio di essermi rivolta ad un centro di accoglienza come quelli che frequentemente fanno vedere nelle trasmissioni televisive come Striscia la notizia e le Iene. Ho fatto la nottata insonne a pensare a quel povero uccellino che sicuramente avrebbe trovato più conforto e rispetto tra le mura della mia abitazione che in quel centro specializzato! Il giorno seguente, con la scusa di portare un presente per il lavoro che svolgono, assieme a mia figlia mi ripresento di nuovo lì  (altri 20+20 Km.) con la speranza di vedere l'uccellino e toglierci quella brutta sensazione di angoscia che ci faceva star male. Al nostro arrivo mi ha aperto la moglie informandomi che il signore non c'era e di provare a ripassare più tardi. Ho chiesto di poter vedere l'animale per tranquillizzare mia figlia e mi è stato risposto di non sapere dove era stato messo e di ritornare più tardi.  Ha anche detto a mia figlia che se le piacevano tanto gli animali avrebbe dovuto passare in primavera che ci sono i piccoli. Col senno di poi mi sono chiesta :" QUANTO PERMANGONO QUESTI ANIMALI NEI CENTRI PRIMA DI ESSERE LIBERATI TANTO DA FARLI ACCOPPIARE  E RIPRODURRE ? " Quasi rincuorate dalla disponibilità di poter ripassare più tardi ce ne siamo andate. Siamo ritornate dopo un'ora e mezza. Siamo entrate, erano circa le 17. C'era il solito GABBIANO in giardino visto il giorno prima, con quell'ALA VISIBILMENTE ROTTA CHE TRASCINAVA CON SE' CAMMINANDO, poi ci è caduto l'occhio nella "gabbia" dei pappagalli (ricavata sotto il terrazzo dell'abitazione) dove all'interno c'era un andirivieni di topolini (una quindicina se non di più ) che si rifornivano di cibo e si arrampicavano poi negli anfratti del terrazzo. Il titolare ci ha portato velocemente in una stanzetta dove c'erano diverse gabbie ( nel tragitto ho visto anche muoversi una sagoma di un topo più grande -ratto- ma non ho detto niente per non spaventare mia figlia), ci ha messo di fronte una gabbia dicendoci che quello era l'uccellino che avevamo consegnato e che come potevamo vedere stava benissimo. NON ERA LUI ! NE SONO CERTA! ANCHE MIA FIGLIA NON LO HA RICONOSCIUTO! Almeno che non avesse fatto un miracolo, quello non era il nostro uccellino che il giorno prima non si reggeva sulle zampette e ora svolazzava sanissimo nella gabbia. Un uccellino che da noi è stato due giorni senza riuscire a volare, ne a stare in piedi come poteva essere guarito completamente in una notte? Quello che avevamo consegnato mancavano diverse piume della coda e quelle rimaste erano rovinate, mentre quello davanti a noi aveva una coda perfetta!  Le piume ricrescono come se nulla fosse accaduto in una notte?  Anche la riga nera sotto il becco non era la stessa ma più fine. A casa mi sono ricordata di un particolare che il signore mi aveva detto il giorno in cui lo ha preso in consegna dandogli un'occhiata sommaria, che doveva essere un maschio perché aveva la riga ben marcata.  Considerando che non siamo esperte, non è che ci ha posto di fronte ad un altro esemplare, magari femmina? Alla mia affermazione che quello non era l'uccellino da noi portato la sera prima, il titolare negava facendomi passare per stupida. Ho pensato che fosse solo un contentino per toglierci dai piedi.   Anche mia figlia si è accorta che non era lo stesso animale. Mi sono sentita molto male, ho visto la delusione negli occhi lucidi di mia figlia, ho capito che non avrei trovato risposte in quell'uomo. Ho voluto solo portarla via da lì anche perché nel frattempo abbiamo visto passare un grosso ratto che girava indisturbato a pochi passi da noi. Il secondo forse? Non so. CHE FINE HA FATTO IL NOSTRO UCCELLINO FERITO ? Il dubbio che mi è sorto spontaneo è che possa essere andato in pasto a qualche rapace presente in quella struttura. SE NON POSSIAMO FIDARCI NEANCHE DEI CENTRI SPECIALIZZATI, DI CHI POSSIAMO FIDARCI ? CON QUALE SPERANZA E FIDUCIA POSSO SOSTENERE LE VOSTRE ASSOCIAZIONI ? VENGONO CONTROLLATI ACCURATAMENTE QUESTI CENTRI FRUITORI DI CONTRIBUTI PUBBLICI ? PERCHE' QUESTI CENTRI NON POSSONO LAVORARE IN MODO LIMPIDO TENENDO INFORMATI, SE QUALCUNO LO VOGLIA, LA SITUAZIONE DELL'ANIMALE CHE SI SONO PRESI CARICO DI RACCOGLIERE? C'E' UNA TRACCIABILITA' DEGLI ANIMALI CHE ENTRANO ED ESCONO? GLI UCCELLINI VISPI E IN FORMA CHE HO VISTO LI' IN GABBIA DA QUANTO SONO LI' ? QUANTO CI RIMANGONO VISTO CHE CI SONO NASCITE IN PRIMAVERA? SONO I SOSTITUTI DI QUELLI MALATI ? I RILASCI IN LIBERTA' SONO VINCOLATI A USCITE PUBBLICHE DI ENTI O SCUOLE PER FACCIATA O FATTI IN BASE AL RECUPERO DELL'ANIMALE STESSO ? PERCHE' I CITTADINI NON SONO COINVOLTI LASCIANDO RECENSIONI, SENSAZIONI E OPINIONI DI QUESTI CENTRI?  NON SAREBBE UN AIUTO ANCHE PER CHI CONTROLLA? IL CENTRO E' MONITORATO? LE GABBIE SONO IDONEE? QUALCUNO SI INTERESSERA' DI QUEL GABBIANO ? DEVE STARE COSI'? C'E' ALTRO CHE NON HO VISTO? DIETRO QUEL PICCOLO UCCELLINO C'ERA LA SENSIBILITA' DI UNA RAGAZZINA DI 12 ANNI , IL RISPETTO PER L'AMBIENTE E L'AMORE INCONDIZIONATO PER UN ESSERE VIVENTE CHE AVREBBE SOLO VOLUTO AIUTARE PER POI VEDERLO DI NUOVO LIBERO. Da fervente sostenitrice di tutte le associazioni come la LIPU, il WWF (stata socia da ragazzina), l'ENPA e vari aiuti di cibo nel mio vicino canile ne esco da questa esperienza DEMORALIZZATA, AVVILITA e SCONCERTATA ! Al momento mi rifiuto in un prossimo futuro di rivolgermi a "persone competenti" se non al mio amore e al mio rispetto per gli animali. Reagiranno le grandi associazioni e le istituzioni nei confronti di questa brutta storia? Rimango in attesa di una Vostra pronta e solerte risposta. In mancanza della quale valuterò l'opportunità di rivolgermi a mezzi televisivi per sensibilizzare il problema dell'argomento trattato. Distinti saluti. Linda Pischiutta

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