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    DEL TORRE, DIPENDENTE REGIONALE, INVITA A DISOBBEDIRE ALLE LEGGI

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    Sul profilo Facebook della dipendente regionale Cinzia Del Torre (vedi foto) si legge testualmente: "Pieno sostegno ai #Sindaci che disobbediscono al Decreto Salvini". Ma come può una dipendente regionale rivolgere un appello a disobbedire ad una legge dello Stato Italiano? Per quale ragione non è stato avviato verso la dipendente un provvedimento disciplinare e per quale ragione la Digos non ha aperto un fascicolo a suo carico. A testimoniare la gravità del gesto è, indirettamente, il professore Ludovico Mazzarolli, professore presso l'Università di Udine, che scrive sul proprio profilo Facebook: "Che differenza c'è tra un cittadino che disobbedisce alla legge; un Sindaco che disobbedisce alla legge; un Sindaco che disobbedisce alla legge e, in più, invita gli Organi del proprio Comune a non fare applicazione della legge ? E se l'Organo del Comune invitato a far ciò dal Sindaco, decide di disubbidire al Sindaco per ubbidire alla legge ? Io la penso, assai modestamente, come il grande giurista Carlo Esposito, secondo il quale la forza propria della legge sta nella sua "esecutorietà" ("obbligo di attuazione da parte delle autorità esecutive" - quali sono i Sindaci- ) e nella sua "applicabilità da parte dei giudici". Cioè a dire: mentre il comune cittadino può assumersi il rischio di non rispettare la legge, assumendosi le responsabilità del caso e sperando in una futura declaratoria di illegittimità cost.le, il pubblico funzionario (rappresentante del potere esecutivo), così come il magistrato (rappresentante del potere giurisdizionale) NON LO POSSONO FARE. Se si reputa la legge viziata, si fa in modo (nelle forme previste da parte dell'ordinamento): o di farlo dichiarare dalla Corte cost.le (ottenendo, così, anche la retroattività della declaratoria); oppure di farla sottoporre a 'referendum' abrogativo che, in caso di vittoria dei "sì", renderà non più applicabile la legge 'pro futuro' o, infine, di candidarsi alle elezioni politiche nazionali, vincerle e cambiare la legislazione aborrìta in Parlamento. Il resto, tutto il resto, è strada aperta all'anarchia". Un gesto, quella della consigliera comunale del Pd, che potrebbe costarle molto caro.

      

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