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    LE ISTITUZIONI SU TWITTER, I RAGAZZI NEI NECROLOGI

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    Overdose a Pasian di Prato, grave una ragazza di 20 anni

    A poche settimane dalla tragica morte per overdose di Alice Bros, uin'altra ventenne rischia la vita dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Vittima della vicenda una ragazza — una 20enne originaria della provincia di Gorizia —, che secondo i primi riscontri sulla vicenda ha perso i sensi mentre si trovava a casa di un amico alle porte di Udine. La giovane è stata soccorsa e portata all’ospedale Santa Maria della Misericordia in condizioni preoccupanti. Sul caso stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Udine. I giovani  a fare uso di stupefacenti sono in costante aumento ma l'opinione pubblica pare accorgersene solo quando le "storie" finiscono male. Più che un aiuto ai ragazzi, come sempre, la preoccupazione delle istituzione sembrano essere quelle di apparire sulla stampa e mostrare di avere la coscienza a posto. Oggi arriverà all'Istituto Sello, la scuola che frequentava Alice, Don Ciotti. Il fondatore di Libera incontrerà gli studenti e la dott.ssa Rossella Rizzatto (vedi foto) ribadirà che #ILSELLOC'E'. "L'anima di Libera arriva in Friuli dopo la tragedia che ha colpito la nostra Alice, la sua famiglia e la nostra comunità" - ha detto la dirigente scolastica Rossella Rizzatto . Ma che pigna ha fatto la dott.ssa Rizzatto per la famiglia di Alice? Ha mai avuto modo di incontrare i genitori e le sorelle? Probabilmente no. Probabilmente non ha mai neppure invitato i famigliari di Alice a questi dibattiti, non si è preoccupata di capire se possono avere bisogno di un qualunque aiuto, magari semplicemente di qualcuno con cui parlare e sfogarsi. Su Twitter è evidente la legittima passione per una dirigente scolastica di un istituto artistico di apparire in mille fotografie allegra e spensierata fra un taglio di nastro inaugurale ed un giro per la Biennale di Venezia, ma la vita è anche una tragica foto in bianco e nero di un desolato bagno di una stazione ferroviaria oppure una casa abbandonata dai servizi sociali preposti.



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