**
  • Home > Gossip > VERITA' PER ROSSELLA CORAZZIN
  • stampa articolo

    VERITA' PER ROSSELLA CORAZZIN

    52A

    Verità per la friulana Rossella Corazzin. Rossella Corazzin (vedi foto) era una ragazza dalla corporatura non esile, occhi e capelli castani, aveva una piccola cicatrice a destra sulla fronte e un'altra sotto il mento. Quando scomparve senza lasciare traccia, il 21 agosto del 1975, 43 anni fa, era un giovedì pomeriggio. Lei, 17enne di San Vito al Tagliamento, in Friuli, studentessa del liceo classico di Pordenone, attenta, precisa, studiosa, era in vacanza con la famiglia a Tai di Cadore, in Veneto, provincia di Belluno. «La prima vacanza insieme», racconterà la mamma Elisanna, morta dieci anni fa senza mai sapere cosa sia successo a sua figlia. Il papà della ragazza, che morì di crepacuore qualche anno dopo la scomparsa della giovane, era un artigiano. Come Elisanna riferì in un'intervista, quel giovedì dopo pranzo, verso le 14, Rossella chiese al padre di andare a fare due passi con lei: «Papà, oggi non andare a fare la ninna, vieni a fare la passeggiata con me», gli disse. Ma lui era un pò stanco e preferì fare un riposino mentre sua moglie lavava i piatti, anziché incamminarsi verso il monte Zucco. Una raccomandazione di rito, «stai attenta», le disse, mentre Rossella usciva portando con sé un libro e una macchina fotografica. Non la rividero mai più. Nelle ore successive, la famiglia chiamò i carabinieri. Le indagini seguirono per qualche giorno l'ipotesi di una «fuga» volontaria, ma la pista si rivelò inconsistente. Nel corso delle ricerche e delle indagini emerse anche il nome di un certo Gianni: Rossella ne parlava in alcune lettere scritte a un'amica del liceo, dicendo che studiava giurisprudenza a Padova, che lo aveva incontrato a Tai e che aveva passeggiato con lui. Ma la sua identità è rimasta un mistero, così come tutta la vicenda: il nome della ragazza è andato ad allungare la lunga serie delle persone scomparse e solo nel 2010 il Tribunale di Pordenone l'ha dichiarata legalmente morta. A riaccendere nuovamente i riflettori sono ora le dichiarazioni di uno dei 'mostrì del Circeo, la banda dei tre ragazzi della Roma bene - Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira - che nel settembre del 1975 a San Felice Circeo massacrarono Donatella Colasanti e Rosaria Lopez: quest'ultima morì per le torture. Secondo quanto Izzo, in carcere con due ergastoli, ha riferito in alcuni scritti inviati ai pm di Belluno, anche la morte di Rossella sarebbe stata opera sua e del 'brancò, che l'avrebbero rapita, portata in una località sul Trasimeno, in Umbria, stuprata e uccisa. Dichiarazioni del 2016 che probabilmente hanno avuto sviluppi d'indagine, perché gli atti sono stati trasmessi, per competenza, alla Procura di Perugia. Il governatore Fedriga, il sindaco di Pordenone Ciriani e tutti gli altri sindaci friulani chiedano allo Stato italiano di dare una risposta a 43 anni di silenzi e mistero. I primi di luglio del 2018 il sindaco del paese in cui viveva Rossella Corazzin e l’avvocato della famiglia della ragazza scomparsa hanno ricevuto una lettera anonima che smentisce le ultime rivelazioni shock di Angelo Izzo, noto alle cronache per essere uno dei “mostri del Circeo”.

Responsabilit� dell'utente

Ogni opinione espressa dai lettori attraverso i commenti agli articoli � unicamente quella del suo autore, che si assume ogni responsabilit� civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere "Il Perbenista" manlevato ed indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato. Tutti i contributi testuali, video, audio fotografici da parte di ogni autore/navigatore sono da considerarsi a titolo gratuito.
Lascia un commento Sei Umano?

Scrivici a:

perbenista@gmail.com
PUBBLICITÀ