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    VETERINARI PUBBLICI: EUTANASIA SERIAL KILLER DEI GATTI

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    Nella nostra inchiesta sul mondo veterinario pubblico gestito dalle Aas Fvg abbiamo raccolto tante, forse troppo segnalazioni, da parte di volontari e operatori su casi di gatti uccisi tramite eutanasia. Molti gatti, persino gatti in apparente stato di buona salute, ma prelevati dalla strada nel posto sbagliato e nel momento sbagliato sono stati uccisi nel giro di 36 ore. I gatti sono quasi tutti sprovvisti di Microchip e, causa la mancata sterilizzazione, si riproducono in gran numero. Elementi questi non sufficienti per ucciderli, ma questo è sovente quanto accade. Abbiamo raccolto un interessante numero di schede ricovero Aas di gatti (vedi foto) randagi o presunti tali; la maggior parte risulta affetta sempre dalla stessa patologia: "infezione vie respiratorie con rinocongiuntivite purulenta"; incredibilmente la maggior parte di questi si aggrava una volta ricoverata nel giro di 24 ore manifestando: "peggioramento vie respiratorie con dispnea e ipossia sotto sforzo". Nemmeno il tempo di attendere che possa fare effetto una cura antibiotica e dopo poche ore si legge lo stesso tragico finale su tutte le schede: "si procede per eutanasia". Ma come è possibile che le strutture veterinarie pubbliche riescano a guarire così pochi gatti e, come è possibile, che le schede cliniche siano tutte incredibilmente identiche. Ma, soprattutto, come è possibile che dalla data del ricovero a quella dell'eutanasia non trascorrano mai più di 36 ore? Presto avvaloreremo queste tragiche considerazioni con la pubblicazione di altre schede ricivero di gatti uccisi tramite eutanasia.

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