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    IL CRFS DI ZULIANI INGUAIA SERVIZIO VETERINARIO E FORESTALE

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    Giovedì 26 luglio alle ore 13.03 a Coccau è stato rinvenuto dal Servizio forestale un esemplare di camoscio malato. Il maresciallo Andrea Agostinis decide di caricare sul Pick up di servizio l'animale, dopo averli legato tre zampe, e trasportarlo verso Tarvisio dalla dottoressa Daniela Carli, del servizio veterinario pubblico della Aas3. La dottoressa - da quanto ci riferisce lei stessa - alle ore 15.10, visiona l'animale con una semplice occhiata senza farlo scaricare dalla vettura e referta: "segni evidenti rogna sarcoptica, sensorio abbattuto". Appresa dalla forestale l'intenzione di trasportare il camoscio presso il CRFS di Campoformido, la dott.ssa Carli suggerisce un'immediata idratazione e sconsiglia il viaggio per due ragioni molto chiare: il rischio di un pericoloso stress causato dal viaggio e il forte sbalzo di temperatura dal fresco di Coccau al caldo di Campoformido. Nonostante i consigli della dottoressa Carli il maresciallo Andrea Agostinis "ormai, una volta caricato l'animale" decide di trasportarlo ugualmente al "Centro Recupero Fauna Selvatica di Maurizio Zuliani" (così reca la scheda). Dopo oltre un'ora di viaggio, alle 16.45 circa, la Forestale scarica il camoscio al Crfs di Campoformido e da quel momento nessuno saprà più nulla dell'animale fino alla notizia della sua misteriosa morte nella serata. Ma cosa è successo dalle 16.45 al decesso del povero camoscio? Il veterinario Stefano Pesaro, già consulente presso i CRFS di Pordenone e di Gorizia, ci comunica di essere stato contattato telefonicamente dal signor Maurizio Zuliani nelle prime ore dello stesso pomeriggio (26 luglio) per sapere "che tipo di farmaci somministrare ad un camoscio se affetto da rogna". Il dott. Pesaro ci precisa e ribadisce di non aver avuto modo di vedere l'animale e di aver solo dato dei suggerimenti di massima consigliando una visita e dei trattamenti immediati presso qualche collega. Zuliani, invece, scarica l'animale in preda a convulsioni all'interno di una vetusta costruzione in muratura, priva di una tettoia, porte, finestre e di punti di abbeveraggio; ad impedirne l'uscita una griglia di ferro arrugginita. All'esterno (vedi foto) un piccolo campo recintato con erba alta, pezzi di ferraglia arrugginita, un vecchio serbatoio rotto e tronconi di legno taglienti. La temperatura supera i 34°. Per diverse ore l'animale viene abbandonato da solo, poichè il campo è isolato, non esiste personale di alcun genere e lo stesso Zuliani va via da Campoformido per un paio di ore. Perchè il Servizio veterinario regionale e il Servizio caccia della Regione Fvg hanno permesso e permettono tutto ciò, quando tutti conoscono lo stato del CRFS di Campoformido?

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