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    IL PIEMONTE SALVA LA FAUNA, IL FRIULI LA TORTURA

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    In Piemonte la sanità regionale coordinando bene il servizio veterinario riesce a rendere la regione civile e al passo con i tempi. Vi raccontiamo una storia che segna le enormi distanze da quanto sta accadendo in questi giorni in Friuli Venezia Giulia. Ferito e impaurito, Derek se ne stava accovacciato lungo un sentiero di montagna vicino a Baume in Piemonte. Il cucciolo di camoscio (vedi foto) di appena sette mesi, come ha svelato la risonanza magnetica effettuata gratuitamente da Offer Zeira dell'ospedale veterinario di Lodi, aveva un gravissimo problema, che lo aveva praticamente immobilizzato. C'era un enorme ascesso che gli stava comprimendo il cervello. A parte respirare non poteva fare più nulla, come ha raccontato Leone Ariemme, responsabile del recupero della fauna selvatica. Derek sarebbe morto, anche perché il cervelletto era uscito dalla posizione naturale. In casi così gravi, l'animale di norma viene abbattuto. Ma, scoperto il problema, il dottor Zeira ha deciso di tentare l'impossibile e eseguire una delicata operazione per rimuovere il problema all'interno della scatola cranica. La complicata operazione è andata bene e il giovane camoscio, ricoverato un paio di settimane nella facoltà Veterinaria di Torino, ha presto manifestato evidenti miglioramenti, tanto da ritornare nel suo habitat naturale. Osservate bene la fotografia: oltre a quanto da noi raccontato potete vedere il camoscio in un centro veterinario pulito e sterilizzato, condizionato e dotato di apparecchi respiratori e flebo. Come è normale. Nel prossimo post vi racconteremo la terribile morte apportata ad un camoscio, in Friuli Venezia Giulia, a causa della negligenza dei soccorritori e della inadeguatezza del centro presso il Cras di Campoformido: un lager invece di un ambulatorio.

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