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    I VETERINARI PUBBLICI AMANO LO STESSO BENESSERE DEGLI ANIMALI?

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    Il dottor Manuel Durisotti (vedi foto) è un dirigente veterinario della Ass 4 del Medio Friuli. Fra i suoi doveri principali, professionali ed etici, la tutela del "benessere animale". Il benessere animale nel suo complesso non include solo la salute e il benessere fisico dell'animale ma anche il suo benessere psicologico e la capacità di esprimere i suoi comportamenti naturali. Posto che uccidere animali per abitudine, pigrizia o golosità non è MAI moralmente giustificabile, qualsiasi sia la loro specie, occorre aggiungere che non è neppure vero che gli animali dai cui corpi si ricava la cosiddetta "carne felice" abbiano in realtà un'esistenza "degna". Le condizioni di vita sono solo un po' meno peggiori: un po' di spazio in più o un cibo leggermente diverso non possono certo cambiare la vita degli animali prigionieri negli allevamenti. Le mucche subiscono comunque l'inseminazione artificiale ogni anno e la tortura psicologica della separazione dal vitellino che ne nasce (le mucche producono latte solo per alcuni mesi dopo il parto, esattamente come ogni altro mammifero); e vengono comunque uccise quando non sono più sufficientemente produttive (dopo pochissimi anni). I vitellini maschi vengono comunque uccisi giovanissimi, in quanto "sottoprodotto" della produzione di latte. Manuel Durisotti, come si può capire dalle immagini che pista sul suo profilo pubblico (vedi foto) di Facebook è un veterinario specializzato e convenzionato per la fecondazione artificiale. Dal sito istituzionale dei veterinari abbiamo copiato ed incollato il metodo dell'inseminazione artificiale che vi pubblichiamo di seguito e lasciamo a voi ogni commento sul "benessere animale": Il principio della vagina artificiale consiste nel riunire in un apparecchio semplice e pratico tutte le condizioni naturali presentate dalle vie genitali femminili al momento del coito e nel raccogliere rapidamente tutto l'eiaculato senza contaminarlo. L'estremità che serve per l'introduzione del pene è lubrificata con vaselina, in modo da facilitare la penetrazione dell'organo, però si deve stare molto attenti perché ogni eccesso di lubrificante potrebbe accumularsi nel raccoglitore e contaminare lo sperma. Nel toro, la lunghezza della vagina artificiale può variare dai 26 cm per quelli giovani, ai 30-40 cm per gli adulti, in modo che il pene possa penetrare del tutto e che l'eiaculazione possa avvenire nel cono del raccoglitore. Si usa una vacca in calore, una ninfomane, oppure un toro od un bue mantenuto in un travaglio di legno o, meglio, di metallo. Si può anche ricorrere all'uso di una femmina finta (manichino). Il tecnico incaricato della raccolta si mantiene alla destra del toro e tiene la vagina artificiale con la mano destra; al momento dell'impennata dirige la vagina all'indietro verso la punta del pene, l'apertura è diretta verso il pene con un angolo di 45°, mentre con la mano sinistra, posta sul prepuzio, dirige il pene verso l'apertura della vagina. Bisogna evitare di toccare direttamente il pene per non inibire l'erezione e di conseguenza correre il rischio che il toro si rifiuti al servizio. Quando il pene arriva a contatto della vagina avviene l'eiaculazione e una volta terminata questa l'operatore allontana la vagina artificiale e lo sperma si versa nel raccoglitore.
    E' molto frequente, nei Centri di F.A., di procedere alla raccolta di un eiaculato per toro ogni otto giorni.
    Non è raro che dei tori, in seguito a lesioni articolari, all'età avanzata o semplicemente al rifiuto della vagina artificiale, non possano più fornire dello sperma con il metodo abituale ed allora la raccolta con l'elettroeiaculazione è pienamente giustificata. Il toro viene posto in un apparecchio di contenzione, la testa legata e il petto leggermente sostenuto con una cinghia, in modo da evitare al massimo gli spostamenti laterali. Il prepuzio deve essere convenientemente pulito e i peli che circondano l'apertura tagliati. Due o tre litri d'acqua salata (3-5 % NaCl) vengono introdotti nel retto (vedi immagine) in modo da provocare il rigetto delle feci ed assicurare la miglior conducibilità elettrica. L'elettrodo bipolare, unto con vaselina, viene introdotto nel retto e si lasciano passare cinque minuti, per consentire all'animale di abituarsi allo stesso. In un periodo preparatorio l'operatore fa passare una serie di stimolazioni di circa 100 mA, ogni due-tre secondi. Dopo 15-30 eccitazioni in media, le secrezioni accessorie incominciano ad uscire e sono raccolte separatamente; l'eccitazione viene allora portata a 800-1500 mA (5-6 V) e la durata del passaggio della corrente mantenuta per 5-6 secondi.
    Durante il passaggio della corrente, l'animale si irrigidisce, solleva il dorso e porta gli arti posteriori all'indietro; alcuni soggetti danno l'impressione di provare una certa sofferenza, altri no.

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