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    APPALTO CATASTO STRADE: INDAGATI PER FALSA TESTIMONIANZA

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    Niente ostriche e champagne per festeggiare questa volta (vedi foto avvocato Sbrisà). Come noto mesi fa il Tribunale di Trieste, sezione della Corte d'Appello specializzata in materia di imprese, ha emesso una sentenza con la quale rigetta una domanda della Regione Friuli Venezia Giulia, che contestava il lavoro di una società privata, la Geotechnos S.r.l. . Non solo la contestazione dell'ente è stata rigettata ma è stata invece  condannata al pagamento dell’importo di € 31.171,54, oltre interessi dalla scadenza dei 150 giorni della fattura fino al saldo, accogliendo anche se in maniera parziale la domanda riconvenzionale della società privata Geotechnos S.r.l. . Ma non solo, nella sentenza sono poste definitivamente a carico dell’attrice (la Regione stessa) le spese di c.t.u e quelle di lite a favore di Geotechnos S.r.l. e di Hewlett – Packard Italiana s.r.l., liquidate per ognuno in euro 47.000 per competenze, oltre spese generali, I.V.A. e CNAP come per legge, oltre rimborso spese di c.t.p. ed esborsi . Insomma fra una cosa e l'altra un bel salasso per le casse pubbliche, tanto che tutto lascia supporre che rapidamente verranno attivate le procedure davanti alla Corte dei Conti per danno erariale. La vicenda è complessa e ricca di colpi di scena, riguarda la realizzazione del Catasto strade. Tutto nasce nell'Agosto del 2007 quando venne aggiudicato dalla Provincia di Pordenone l’appalto sopra soglia per la realizzazione del sistema informativo stradale appunto alla Geotechnos S.r.l. in associazione temporanea d'impresa con Hewlett-Packard Italia S.r.l.. L'appalto riguardava  le Province di Pordenone, Udine e di Gorizia. Il prezzo d'appalto era finanziato in massima parte dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, anche in considerazione del fatto che i dati e le informazioni raccolte erano destinate a costituire il catasto nazionale delle strade, e in parte residua dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e dalle Province interessate. Successivamente allo svolgimento del lavoro di rilevamento e consegna dati, la Provincia di Pordenone, alla quale è poi subentrata ope legis la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, ha agito in giudizio nei confronti di Geotechnos S.r.l. e di Hewlett-Packard Italia S.r.l. sostenendo che a proprio giudizio il contratto prevedesse, a carico dell'appaltatore, il rilevamento dei dati per la costituzione della banca dati del catasto della viabilità, secondo le regole tecniche che non sarebbero state del tutto onorate, inoltre si sosteneva che i dati sarebbero poi rimasti di proprietà delle amministrazioni Provinciali. Il tutto secondo metodologie tecniche in formato file GDF, in modo che gli stessi fossero integrabili con tutti i sistemi informatizzati stradali di maggiore diffusione. Erano inoltre previsti la formazione e l'addestramento del personale e la manutenzione e gestione dei sistemi nonché la loro personalizzazione. La vera doccia fredda per l'amministrazione regionale e i suoi politici di spicco è arrivata però in questi ultimi giorni. A seguito della sentenza 113/18 del Tribunale di Trieste sono stati Indagati i primi due funzionari che hanno gestito l'appalto del Catasto Strade delle Provincie di Pordenone Udine e Gorizia. Silvano Berti e Gianpietro Collavitial tempo funzionari che hanno gestito l'appalto in oggetto, sono indagati per falsa testimonianza. Una sentenza che se letta attentamente evidenzia la malafede di alcuni dipendenti dell'Ente regionale ed ora indagati per falsa testimonianza. Il comportamento di due funzionari che mentono appare di per se una notizia di rilievo anche perché espone l'Amministrazione a rimborsare tutti i costi sostenuti dalle aziende private in causa e i relativi danni.

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