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    TIZIANA GIBELLI LA FEDELISSIMA DI CRAXI NEL 1992

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    E' il 19 giugno 1992 quando a Milano Bettino Craxi (vedi foto) si è ritirato dalla corsa a palazzo Chigi e il Psi milanese ha perduto il suo commissario. Quaranta giorni prima, sotto l' infuriare della bufera tangenti, Giuliano Amato era diventato l' unica autorità della federazione. Chiamato a formare il nuovo governo, dovette però rinunciare. E via del Corso, ricorda in serata un comunicato della segreteria nazionale, s'è rimessa al lavoro per individuare il suo successore. Sarà l'altro vicesegretario nazionale? Sul nome di Giulio Di Donato emergono parecchie perplessità. I socialisti della Cgil, in particolare, sono contrari, soprattutto dopo la violenta polemica di Di Donato con Ottaviano Del Turco. La scelta del successore non è affatto facile: nel 1990, per commissariare il Psi lombardo, Craxi aveva chiamato Sergio Moroni, parlamentare bresciano. Ma rinnovare la federazione di Milano, dopo l'ondata di arresti e di incriminazioni dei dirigenti Psi, è impresa ardita. Occorre una guida autorevole. Alla fine potrebbe essere lo stesso Craxi, secondo una voce, a prendere in mano con pieni poteri la situazione, azzerando tutto e ricostituendo un nuovo gruppo dirigente in corso Magenta. Ma a questo punto, tra le teste da far cadere, Craxi avrebbe dovuto probabilmente contare anche quella del figlio Bobo, sino a marzo segretario cittadino del partito. Prima di salire al Quirinale per ricevere l' incarico di formare il governo, Amato invia un fax in corso Magenta, sede milanese del partito, per far rinviare l'attivo degli iscritti in programma martedì prossimo. Amato si affida ai quattro garanti, compagni fidati di Craxi, Andrea Parini, Tiziana Gibelli, Loris Zaffra e Roberto Caputo, invitandoli a organizzare riunioni di iscritti nelle zone, in provincia. Ma di fatto il partito è congelato, rischiano di riaprirsi le guerre tra le correnti. Per la rinuncia del segretario nazionale a palazzo Chigi, la base non fa drammi. Nell' agosto '83, quando Craxi fu eletto presidente del Consiglio, la federazione Psi inondò la città con migliaia di manifesti. Il partito viveva un clima trionfale. Adesso l'atmosfera è completamente cambiata e il carisma del capo s'è appannato. "Ora si dedichi al partito, al rinnovamento: faccia pulizia, non si limiti a liquidare, come in passato, l' opposizione interna", è il messaggio che viene da alcune sezioni. "Non è una sconfitta, Craxi potrà dedicare maggiore attenzione a Milano", commenta Walter Galbusera, segretario della Uil lombarda. Andrea Parini, segretario regionale, e Tiziana Gibelli, craxiani doc, non hanno dubbi: "Craxi può fare ancora molto per il partito, avrà sicuramente la capacità di rinnovarlo". Ma nelle fabbriche, tra gli operai della sinistra socialista, tira un' aria diversa: il ritiro da palazzo Chigi è quasi vissuto come un sollievo. "Non ne possiamo più né di Craxi, né di De Michelis. L' unica candidatura presentabile poteva essere quella di Martelli, ma in un contesto di sinistra", dicono alla Breda. "Un gesto apprezzabile, intelligente", per Giuseppe Cova, consigliere del Garofano in Comune, ex assessore. "Craxi ha pagato l'abbandono del partito, il fallimento della centralità socialista. Emergono cosi tutti gli errori". "Ma ora deve essere lui il nuovo commissario, venga a fare piazza pulita dei corrotti", propone Sergio Veneziani, segretario regionale aggiunto della Cgil. Per la serata in federazione si sono autoconvocati trenta dei cento dirigenti del comitato cittadino. Vogliono discutere di tangenti, tesseramento, ristrutturazione, al di fuori degli organi direttivi. Avrà, dunque, filo da torcere il nuovo commissario. Al primo attivo degli iscritti Amato era stato duramente contestato quando aveva detto: "Per quel che è avvenuto ognuno di noi è responsabile". Oggi Tiziana Gibelli cooptata dal senatore Franco Dal Mas, berlusconinao ex socialista, diventa inaspettatamente il secondo assessore regionale azzurro della giunta Fedriga in Friuli Venezia Giulia: a lei, milanese, la delega alla cultura.

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