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ECCO COME IL PD DI MARTINES HA AVVELENATO UDINE

Quello del forno crematorio è un argomento importante per la cittadinanza udinese in quanto riguarda la salute di tutti. I forni crematori sono a tutti gli effetti degli inceneritori e quindi altamente inquinanti con possibili emissioni di diossine, furani e mercurio: la stessa normativa europea prescrive che la loro ubicazione sia lontana da abitazioni e luoghi di permanenza di persone. Nei pressi del Cimitero di Udine vi è tutto il Polo scolastico del centro studi e non solo. Tuttavia la giunta comunale uscente, che in caso di vittoria di Enzo Martines, sarà quasi totalmente riconfermata, non solo ha approvato lo scorso dicembre la costruzione di un nuovo impianto crematorio con due linee di incenerimento all'interno del Cimitero urbano, ma continua a lasciare in funzione un impianto che non è a norma e rilascia inquinanti tossici, potenzialmente cancerogeni e nocivi per la salute. L'attuale impianto era stato autorizzato con Determina dirigenziale n.5289 del 27 agosto 2015 da parte della Provincia di Udine con la prescrizione che il Comune provvedesse entro 24 mesi a realizzare un impianto di monitoraggio in continuo degli inquinanti e dei parametri previsti e a predisporre uno studio di ricaduta ambientale relativo agli ultimi due anni di esercizio dell'impianto. I tempi per l'adeguamento dell'impianto sono intilmente trascorsi (scadenza agosto 2017) ma l'impianto continua a bruciare senza limitazioni di sorta, emettendo per di più diossina. Nei giorni 14 e 15 novembre 2017, l'Arpa, ente regionale a guida Pd, in uno dei suoi controlli, ha rilevato un pesante superamento dei limiti massimi di diossine e furani dal camino: in tale occasione il Comune non ha provveduto ad avvisare la popolazione dell'accaduto omettendo di dare indicazione di specifici comportamenti per evitare esposizioni agli inquinanti. Secondo i tecnici dell'Arpa (che per ovvie ragioni chiedono l'anonimato se non davanti alle autorità giudiziarie) dovrebbe essere stato da tempo sospeso il funzionamento dell'attuale forno crematorio e individuata una nuova e più idonea collocazione ai previsti due nuovi forni. Inoltre sarebbero dovuti essere stati valutati con maggior attenzione l'esistenza di sistemi di cremazione alternativi alla combustione, ecologici e più economici, già usati in altre Regioni, che risultano essere efficaci e non fonte di sostanze nocive alla salute.