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BUFERA SUL DOCUMENTO DI SCAMBIO PRE ELETTORALE

Ad insorgere contro il patto del diavolo fra Federcaccia Fvg e alcuni candidati al consiglio regionale non sono solo gli animalisti, ma anche gli stessi cacciatori e candidati al consiglio regionale che giudicano "imbarazzante, vergognoso e disononesto" il contenuto di un simile documento. Parole dure quelle del direttore della Riserva di Caccia di Venzone e presidente del distretto venatorio di Tarvisio, Valerio Pituelli: "Chi ambisce ad essere eletto in consiglio regionale deve capire che diventa un rappresentante del popolo e non dei cacciatori; i cacciatori in questa regione rappresentano meno dell'1% della popolazione complessiva. Ma quello che maggiormente mi riferisce è constatare come questo accordo pre elettorale squalifichi il mondo venatorio che passa per ingenuo e disonesto". Pituelli, assieme ad atri suoi colleghi, ricorda che nelle settimane scorse si sono tenute diverse assemblee di Federcaccia Fvg comunicate tramite whatsapp e in quelle assisi il presidente Paolo Viezzi (vedi foto) forniva indicazioni di voto politico e di singole preferenze, come poi si è capito vedendo i politici firmatari. Intanto sembrano essere stati depositati alcuni esposti per verificare se si intraveda il reato di voto di scambio fra Federcaccia Fvg e i firmatari dell'accordo, ossia i candidati consiglieri regionali: Gianbattista Turidano (Fdi), Giorgio Filaferro (Progetto Fvg), Paolo Urbani (Udc), Carlo Candido (Pd), Roberto Sabbadini e Elia Vezzi (Forza Italia), Stefano Mazzolini, Elia Miani e Lorenzo Tosolini (Lega Nord), Giorgio Ret, Giuseppe Sibau e Valter Santarossa (AR). Vedi post precedente.