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    IL CENTRODESTRA FA SPAZIO A FURBETTI E MEZZE SEGHE

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    A circa un mese dal voto per le regionali del Friuli Venezia Giulia e il rinnovo di importanti amministrazioni comunali fra cui Udine e Sacile, i vertici del centrodestra non hanno ancora sciolto il nodo del candidato governatore e del candidato sindaco del capoluogo friulano. Ciò che invece appare piuttosto evidente al Perbenista e che ormai, grazie alla rete, sono pochi i cittadini ad avere ancora l'anello al naso. Se il voto del 29 aprile sarà un voto per far vincere il centrodestra l'affluenza non mancherà, se si tratterà al contrario di una sorta di ufficio di collocamento per politici interessati alle proprie ambizioni personali il discorso sarà diverso. Dopo la raccolta delle firme dei candidati azzurri per il collegio di Udine sulla stampa di oggi si legge un invito da parte dei "sindaci liberi" guidati da Pier Mauro Zanin, Renato Carlantoni e Pierluigi Molinaro (vedi foto) a convergere sulla candidatura a governatore del leghista Massimiliano Fedriga con l'accordo di una vice presidenza esterna per Riccardo Riccardi. Un modo per portare l’attuale capogruppo azzurro nell’esecutivo e risarcirlo con deleghe pesanti, ma anche una trovata per evitare che Riccardi si candidi e richiami su di sé le preferenze che negli anni ha promesso di trasferire agli amici sindaci. Il primo a storcere il naso su questa eventualità è Fabio Marchetti, sindaco del primo comune del Medio Friuli, Codroipo: "Codroipo voterà in massa Riccardi governatore oppure Riccardi capolista di Fi; terze ipotesi non ce ne sono". Analoghi ultimatum arrivano anche da altre zone del Friuli compresa la città di Udine che si ritrova prima di parlamentari della città. Data ormai per scontata la corsa dell'ex sindaco di Gemona Paolo Urbani (Udc) nel collegio dell'Alto Friuli in Forza Italia, vedrebbe le possibilità di riuscita da parte di Renato Carlantoni fortemente ridimensionate. Ecco allora pronto un altro piano di soccorso: Paolo Urbani enterebbe in giunta in quota Udc liberando il posto in consiglio al secondo degli eletti, Renato Carlantoni. Zanin grazie ad una lista costruita su misura, con l'aiuto del coordinatore Ferruccio Anzit, mira ad essere il più votato della compagine, e a diventare il capogruppo in consiglio regionale. Pier Mauro Zanin è stato sindaco di Talmassons, Renato Carlantoni di Tarvisio e Pierluigi Molinaro di Forgaria, in tutto molti meno abitanti della sola Codroipo. Antichi rapporti di amicizia legano Pier Mauro Zanin a Daniele Galasso, anche egli in corsa per un ritorno a Palazzo Oberdan. Ma se in Forza Italia un assessorato esterno del leader Riccardi porterebbe molti suoi elettori a non votare, le cose non vanno meglio nelle liste alleate. Il segretario regionale di Fratelli di Italia, Fabio Scoccimarro, rivendica senza correre, un posto in giunta ma, qualora ad entare in consiglio dovesse essere la pattuglia legata al triestino Claudio Giacomelli e al deputato Valter Rizzetto i giochi potrebbero cambiare. Finta corsa in Autonomia Responsabile fra Alessandro Colautti e Paride Cargnelutti: l'accordo prevede l'ingresso del primo in Giunta regionale e del secondo in consiglio lasciando a casa il diretto avversario interno Giuseppe Sibau. Resta infine Progetto Fvg dove l'eventuale ingresso in lista di Mauro Di Bert non lascerebbe possibilità di elezione all'imprenditore Sergio Bini che per le stesse ragioni degli alleati avrebbe già concordato a priori un ingresso in giunta.

  • Commenti

  • .......calma, tutto nella norma, il Friuli è da sempre terra di conquista, e la storia si ripete anche ai nostri giorni. Commento inviato il 12-03-2018 alle 18:09 da il mediocre
  • L’altra volta una di Roma, sta volta uno di Verona che abita a Trieste? Poveri friulani! Come potrà amministrare uno che prende ordini dal socialista? La storia puzza.... Commento inviato il 12-03-2018 alle 13:00 da El minchio.

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