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RICCARDI APRE GLI OCCHI E PUNTA A PALAZZO D'ARONCO

Forza Italia a livello nazionale rivendica la casella del Friuli Venezia Giulia per accordi precedenti alle elezioni politiche; Massimiliano Fedriga si oppone sostenendo che il nome di Riccardo Riccardi (vedi foto) non raccoglie il consenso della Lega in quanto non considerato sufficientemente forte. A questo punto gli azzurri, che non hanno altri candidati più competitivi del proprio capogruppo in consiglio regionale, rilanciano la palla ai padani offrendo la presidenza della giunta regionale a Fedriga. A Riccardi in cambio verrebbe garantita una vice presidenza esterna con deleghe pesanti. Ed è qui che nascono i malumori interni al partito di Salvini. Prima conseguenza di un accordo del genere sarebbe ovviamente il ritiro di Pietro Fontanini da candidato sindaco di Udine, non potendo fare la Lega l'asso pigliatutto del centrodestra in election day. Ma qui entra a gamba testa il piano di Ferruccio Saro che immagina al posto di Fontanini l'ingresso di Enrico Bertossi con la propria lista. Piano in parte condiviso anche dalla componente di Fratelli di Italia legata a Daniele Franz. Tuttavia Riccardi non si sentirebbe sufficientemente garantito da un assessorato esterno revocabile in qualunque momento da un Fedriga Saro-diretto e soprattutto dopo la chiamata a raccolta degli azzurri Là di Moret con l'ingresso di Alberto Bertossi, Giovanni Barillari e Enrico Berti, le truppe azzurre vorrebbero correre per conquistare Palazzo D'Aronco. Ecco allora che Riccardi potrebbe essere più attratto dalla candidatura a sindaco di Udine, dove dopo cinque anni di buona amministrazione, potrebbe puntare a Palazzo Oberdan. In questo modo, inoltre, lascerebbe un cospicuo numero di assessorati regionali per Forza Italia, ben sapendo che un posto da governatore vale almeno tre assessorati. In questo caso sarebbero i padani a dover rifare i conti, avendo promesso un posto in giunta al monfalconese Sebastiano Calleri, al triestino Pierpaolo Roberti, all'udinese Mauro Bordin, alla carnica Barbara Zilli, al pordenonese Ivo Moras e al tarvisiano Stefano Mazzolini. E, soprattutto, dove piazzare il plurivitaliziato Pietro Fontanini, che non potendo correre alle regionali perchè incompatibile potrebbe ambire solo ad un assessorato esterno? In tutto ciò, a farne le spese maggiormente rischia di essere Fratelli di Italia; perchè se è vero che il segretario regionale Fabio Scoccimarro conta su un posto sicuro in giunta regionale è anche vero che nel caso di una corsa di tutti i patrioti, potrebbe arrivare primo un altro triestino: Claudio Giacomelli. Certamente il tirare alle lunghe la raccolta delle firme agevola la Lega che non necessita, al contrario di Fratelli di Italia, di raccogliere le firme. Qualora in Carnia e a Gorizia Fratelli di Italia non dovesse presentarsi, sarebbero tutti voti in più nel serbatoio padano.