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RESSANI (PD): IL MINISTRO ORLANDO COME CHE GUEVARA

Giorni fa il nostro blog ha pubblicato uno stralcio di alcune pagine dei tabulati del Partito Democratico di Trieste da cui si evinceva l'iscrizione del candidato grillino alla Camera dei Deputati Vincenzo Zoccano. Non occorre essere dei vegenti o degli investigatori per capire che la foto del tabulato in questione non poteva esserci arrivata che da componenti dello stesso Pd triestino. Dopo qualche giorno ci arriva una mail (apri Pdf e leggi documento) di diffida del Segretario del Pd di Trieste, avv. Giancarlo Ressani (vedi foto) in cui parla di "una fotografia raffigurante un elenco di presunti iscritti al Pd", poi afferma di non aver mai dato autorizzazione alla diffusione degli elenchi ufficiale dei nominativi e successivamente che l'elenco "non fotografa in alcun modo la sutuazione degli iscritti nel 2017 al Pd". Lo stesso segretario provinciale del Pd si appella alla privacy degli iscritti ma è preciso e puntuale nel descrivere la situazione di Zoccano, ormai non più un compagno: "Per completezza siamo a raffigurare che il Signor Vincenzo Zoccano è stato iscritto al Pd dal 2013 al 2016, non essendo più iscritto al Partito che noi rappresentiamo a far tempo dal 2017". Ma il vero vulnus si apre nell'utilizzo dell'elenco in oggetto. Gli iscritti del Pd che ci hanno inviato la fotografia del tabulato ci hanno scritto di aver scoperto la presenza del nome di Zoccano in seguito ad una telefonata a casa sua per invitare tutti gli iscritti a far votare Debora Serracchiani. Ma per quale ragione il Pd utilizzava un elenco che a detta dello stesso segretario provinciale non era "corretto"? Forse il Partito a trieste non è così "Democratico" come immaginano gli iscritti e i simpatizzanti, anche a giudicare dalla foto su Facebook del segretario provinciale Giancarlo Ressani con sigaro e mega banbiera di Che Guevara (vedi foto) e scritta: "Mentre nel PD ci si interroga e ci si scontra sul tema coalizioni, io mi rilasso con il portavoce di Andrea Orlando". Intanto il Pd è sempre in prima linea a urlare contro chi partecipa a manifestazione della destra bollandoli come fascisti o estremisti.