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    L'ESPRESSO COLLEGA SALVINI ALLA SICILIA MA SCORDA SARO

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    Il primo leghista eletto nel Parlamento regionale della Sicilia si chiama Tony Rizzotto; 65 anni, si è fatto le ossa con l'ex governatore Totò Cuffaro condannato per favoreggiamento alla mafia. Il salto di qualità, però, avviene da deputato all'Ars col Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo (vedi foto), anche egli finito nei guai ma per voto di scambio. Nel pieno centro di Roma, in un palazzo signorile, in via Federico Cesi, si trova la sede di "Noi con Salvini". La sezione si trova in uno degli appartamenti della famiglia di Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, coordinatore del Movimento in Sicilia e candidato al Senato con la Lega. In passato è stato esponente di spicco del Mep di Lombardo e nel 2013 viene eletto alla Camera grazie ad un posto sicuro in quota Lombardo nelle fila del Pdl, due settimane dopo migra nel gruppo Lega Nord - Autonomie. Il movimento entra così all'interno di Montecitorio e alla sigla Lega Nord- Autonomie si aggiunge Noi con Salvini, che da allora ha iniziato a usufruire della quota dei rimborsi ai gruppi: quasi 1,8 milioni di euro negli ultimi due anni. Sebbene Attaguile sia un recente acquisto di Salvini, con i leghisti c'è stata un'intesa. Lo scopriamo tornando in via Cesi. Tra il 1993 e il 1999 la proprietà dello stesso appartamento era suddivisa tra Attaguile e Michele Baldassi di Udine, leghista, manager in aziende pubbliche in quota Carroccio, nominato nel 1997 Presidente di Autovie Venete dalla governatrice leghista del Fvg Alessandra Guerra, e sposato con Federica Seganti, ex assessore regionale della giunta Renzo Tondo (Forza Italia), alla cui campagna elettorale è cresciuto un giovanissimo Massimiliano Fedriga, attuale capogruppo alla Camera dei Deputati di Salvini. Baldassi per pochi mesi nel periodo di comproprietà ha ottenuto anche un incarico nell'Ast, la società del trasporto pubblico della Regione Sicilia. Fin qui, in buona parte, quanto raccontato dal settimanale L'Espresso nell'inchiesta "Legami Pericolosi: Ecco chi c'è dietro Matteo Salvini". A questo punto ci sembrano doverose delle precisazioni e delle aggiunte in salsa locale. Nel 2006 Ferruccio Saro portò agli estremi la sua battaglia contro Alessandra Guerra, candidandosi da solo, contro la Casa delle libertà. Nel frattempo Saro - molto amico degli autonomisti siciliani del Movimento per l'’autonomia - viene scelto dal leader siciliano Raffaele Lombardo per la sua squadra parlamentare ed ottiene di entrare nella quota riservata al «diritto di tribuna», cioè i parlamentari della ’Mpa che non sono stati eletti nelle liste comuni con la Lega Nord, ma che sono stati candidati in posti vincenti da Forza Italia. Saro non ha aderito al gruppo azzurro ma è entrato, grazie ad un collegio blindato in Liguria, nel misto di Palazzo Madama e, per la precisione, nella componente del «Movimento per l'Autonomia». Il 9 ottobre 2017 la terza Corte d'appello di Catania nelle motivazioni con cui assolve il 31 2017  dall'accusa di concorso esterno all'associazione mafiosa l'ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, lo condanna a due anni, pena sospesa, per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso, ma senza i caratteri dell'intimidazione e della violenza. Chissà se in tutta questa storia trova spiegazione l'eterna domanda che assilla i duri e puri della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia: "Cosa unisce in modo così stretto un socialista della prima Repubblica come Ferruccio Saro ad un giovane leghista salviniano come Massimiliano Fedriga? Per quale ragione i due politici si presentano assieme alle trattative di partito e per quale ragione questa sera in un Auditorium della piccola Martignacco, paese natio e seggio storico di Saro, lo stesso Ferruccio Saro organizzerà e modererà personalmente un confronto pubblico fra i suoi due amici Massimiliano Fedriga (Lega) e l'ex condirettorettore di Repubblica, Tommaso Cerno (Pd)?

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