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    FEDRIGA E BINI, IL TERRORE DEI BIBLIOTECARI PADANI

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    Mentre il Capogruppo alla Camera della Lega Nord, Massimiliano Fedriga, guarda con favore alla possibile candidatura di Sergio Emidio Bini (vedi foto) alla presidenza della Regione Fvg, i bibliotecari padani tremano davanti alla Euro & Promos. I rapporti fra la ex cooperativa di Sergio Bini, da poco diventata Spa, e i dipendenti delle biblioteche prese in appalto, dal Trentino alla Romagna, appaiono alquanto burrascosi. Molti lavoratori lamentano infatti uno stato di precariato o di paghe troppo basse. Raffaella Sutter, capogruppo in consiglio comunale per Ravenna in Comune, il 3 maggio 2017 è intervenuta sulla questione dei servizi appaltati dal Comune di Ravenna, in particolare con riferimento al settore biblioteche, musei e cultura. Nell'interrogazione presentata chiede espressamente al sindaco, tra le altre cose, se sia a conoscenza della situazione di precarietà in cui lavorano i dipendenti di Euro & Proms FM Soc. Coop. pa. di Udine, che per il Comune gestisce dal 2013 l'affidamento dei servizi bibliotecari, museali e culturali per una cifra pari a 2.886.142,35 euro (al netto di Iva) nel quinquennio 2013-17. I servizi interessati dall'appalto, come spiega Sutter, sono le biblioteche Classense e Oriani, il Mar e vari altri servizi culturali del Comune di Ravenna. "La ditta Euro & Promos - sottolinea la capogruppo di Ravenna in Comune - impiega prevalentemente lavoratrici e lavoratori a chiamata. Come disciplinato dall’articolo 13 del decreto legislativo 81/2015, per contratto di lavoro a chiamata o intermittente si definisce il contratto, anche a tempo determinato, con il quale il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzarne “la prestazione lavorativa in modo discontinuo o intermittente, a seconda delle esigenze individuate dai contratti collettivi anche con riferimento alla possibilità di svolgre le prestazioni in periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno”.  "Il contratto di lavoro intermittente è ammesso - continua Sutter -, per ciascun lavoratore con il medesimo datore di lavoro, per un periodo complessivamente non superiore a 400 giornate di effettivo lavoro nell’arco di tre anni solari, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo". "Ritengo - commenta - che la situazione lavorativa del personale di Euro & Promos  impiegato nei servizi del Comune di Ravenna sia di assoluta precarietà, dovuta al tipo di contratto, e di “sfruttamento”, con retribuzioni mensili spesso di poche centinaia di euro, e che ci si trovi di fronte ad una situazione di non rispetto della dignità e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori". "Inoltre ritengo - sottolinea - che il tipo di contratto in essere  tra Comune ed impresa non sia idoneo alla gestione pubblica dei servizi oggetto dello stesso , in quanto Euro & Promos dovrebbe essere il soggetto gestore, da capitolato e da propria mission, mentre in realtà il soggetto gestore  è il Comune di Ravenna e l’impresa fornisce solo personale". Una lunga sofferenza anche per i bibliotecari assunti tramite appalto a Rovereto. La Euro & Promos, tre mesi fa, ha deciso di sospendere i rapporti con i sindacati, e solo perché ha dato loro la “colpa” delle notizie riportate nei giorni dai giornali. Avevano infatti riferito delle difficoltà dell'azienda ad esaudire gli aumenti di stipendi che sarebbero dovuti ai lavoratori, ora passati al contratto con Federcultura, e che si stava valutando di sopperire a questa mancanza con il welfare aziendale (tradotto, buoni pasto o simile). La ventina scarsa di lavoratori che operano in biblioteca a Rovereto attualmente ricevono qualcosa meno di prima, in attesa dell'adeguamento. Sempre se ci sarà. "Se l’azienda avesse voluto avrebbe potuto intanto procedere alla definizione delle retribuzione dei lavoratori e poi trovare insieme ai sindacati gli eventuali possibili strumenti. Nel frattempo i lavoratori rimangono nel pantano dell’immobilità. Intanto l’azienda continua a corrispondere quello che vuole e non quello che deve. Intanto chiediamo alla pubblica amministrazione di vigilare sull’appalto come aveva promesso che avrebbe fatto", hanno concluso in una nota del 25 novembre 2017 Picchetti e Galvagni di Cgil e Uil.


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