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    AN FRIULANA SMENTISCE CERNO: PASOLINI UN GAY COMUNISTA

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    Dopo l'intervista di Tommaso Cerno (vedi foto) al Fatto Quotidiano in cui spiega le motivazioni della sua candidatura nel 1995 nelle fila di An per le comunali di Udine, la destra friulana insorge con un impeto di orgoglio nero. Quel richiamo a "Pasolini simbolo" proprio non è andato giù a molti dei vertici che guidarono prima Msi e poi Alleanza Nazionale. Fra di loro qualcuno indossa orgogliosamente al collo un ciondolo con un fascio littorio (Daniele Franz) e qualcun altro non ha mai smesso di utilizzare il termine camerata. Tommaso Cerno, ex condirettore di Repubblica adesso in corsa per il Pd al Senato, racconta "a Udine mancava da 40 anni un teatro e io, ventenne radicale pannelliano e già omosessuale dichiarato, in vista delle amministrative presentai a tutti i partiti un progetto culturale che prevedeva  di farne realizzare uno a Gae Aulenti, nel centro città, e dedicarlo a un friulano, Pasolini, il cui nome allora in Friuli non si poteva nemmeno pronunciare. Ma tra il Pds, il Pri e gli altri, solo an mi disse si. Il mio amico Daniele Franz, nonostante negli anni del liceo fossimo su fronti opposti nelle battaglie studentesche, mi disse che per loro Pier Paolo Pasolini era un simbolo che con tutte le sue contraddizioni e la sua voce andava recuperato. Così mi candidò". Cosimo Politi e Ernesto Pezzetta, padri storici della destra friulana smentiscono categoricamente la volontà di An nel 1995 di intitolare il Teatro di Udine a Pier Paolo Pasolini. In quegli anni solo la componente rautiana accettava di parlare di Pasolini, ma a Udine non vi era nessun dirigente di quella corrente. Daniele Franz e Giovanni Collino non erano rautiani, ma vicinissimi ad Almirante e Gianfranco Fini. "In quel periodo - raccontano - la nostra idea di Pasolini era, nel rispetto dello scrittore, comunque di un "omosessuale comunista". Lo stesso senatore Giovanni Collino (An) dichiara che parlare di Pasolini come un simbolo da recuperare per quanti militavano in An in quel periodo non ha alcun senso logico, specie in quegli anni. Roberto Menia, che nel 1995 era l'unico parlamentare del Friuli Venezia Giulia di An (appena costituitasi), ricorda che Daniele Franz non era rautiano quindi ufficialmente la sua posizione era quella di tutto il movimento che non vedeva assolutamente in Pasolini un simbolo da recuperare bensì una figura per molti aspetti avversa. "Mai più - rincara la dose Menia - avremmo dedicato un Teatro a Pasolini". Infine alcuni ex dirigenti di An, fanno notare che il passaggio in cui Tommaso Cerno, nell'intervista rilasciata al Fatto, dichiara che "lui e il suo amico Daniele Franz negli anni del liceo fossero su fronti opposti nelle battaglie studentesche", è poco credibile pochè i due anno vissuto un periodo storico politico diverso a causa della netta differenza di età: Tommaso Cerno è del 1975, mentre Daniele Franz è nato nel 1963, dodici anni prima.

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