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FORZA ITALIA ABBANDONA BLASONI E LA CITTA' DI UDINE

La politica dicevano i vecchi leader della prima repubblica è una cosa seria ed il territorio non può essere trascurato. Eppure Forza Italia in Friuli Venezia Giulia pare non capirlo oppure lo capisce troppo bene essendo guidata da Giulio Camber e Sandra Savino. Appare singolare e bizzarro che un veto improvviso escluda dalle liste delle politiche il vice coordinatore regionale vicario degli azzurri Massimo Blasoni; appare ancora più strano che la vicenda si sia consumata in poche ore senza che nessuno dei presenti alla trattativa abbia minacciato di lasciare il tavolo in nome di un autonomia territoriale. A qualcuno poteva essere antipatico Massimo Blasoni; noi stessi in passato lo abbiamo criticato, ma va riconosciuto che fra i candidati era l'unico grosso imprenditore a non vivere di politica. E poi, come è possibile mettere un veto su un vice coordinatore regionale vicario che per cinque anni ha condiviso le battaglie e messo la sede? A questo punto si apre un altro tema non da poco fra i berlusconiani. Con il ritiro di Massimo Blasoni, giustamente indignato, chi guiderà Forza Italia a Udine? E, soprattutto, come può accadere che nel prossimo Parlamento non sarà presente neppure un parlamentare azzurro del capoluogo del Friuli. Udine abbandonata e maltrattata dalla stessa Sandra Savino che poi verrà nella culla del Medio Friuli a cercare voti personali per il maggioritario. Il Pd, comunque vada, porterà in Parlamento due volti noti di Udine: Debora Serracchiani e Tommaso Cerno. Forza Italia nessuno. Facile immaginare le conseguenze elettorali alle amministrative e regionali che si terranno un paio di mesi dopo.