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PARENTOPOLI IN MARILENGHE AL TEATRI STABIL FURLAN

BISI: "RESISTERE, ACCAREZZARE SE NECESSARIO COLPIRE"

Che il Gran Maestro del Grande Oriente di Italia, Stefano Bisi (vedi foto), sia un grandissimo comunicatore lo si può intuire dalla sua professione di navigato giornalista; ma quello che ha parlato al convegno "Giornalismo e Antimassoneria: Fake news o verità?" è stato anche un simpatico oratore in grado di ridicolarizzare i criteri adottati nei loro confronti dalla Commissione Antimafia e da quell'incubo di nome "Rosy Bindi". Oggettivamente i massoni non sono simpatici a tutti gli italiani, ma Rosy Bindi è ancora peggio. Stefano Bisi, a Udine, ha voluto giocare una partita tutta all'attacco, illustrando fin da subito la strategia adottata della doppia R: resistere e rilanciare. Ed è quello che ha fatto contro ogni passaggio irrazionale compiuto dalla Commissione Antimafia che dopo aver disposto una perquisizione negli uffici del Goi durata oltre quattordici ore ha preteso di avere copia degli oltre 23mila "fratelli" appartenenti all'obbedienza. "Dall'inquinamento mafioso di Castel Vetrano allo scandalo del Monte dei Paschi di Siena si è sempre voluto dare la colpa a qualche massone e regolarmente tutto è stato smontato" - afferma Bisi ad un pubblico attento e fiero. Dopo aver resistito, come promesso, Bisi rilancia "Non si sequestrano gli elenchi delle varie associazioni perchè prima o poi potrebbe toccare a tutti". "A Scampia - racconta il Gran Maestro - c'è una libreria nel mezzo di una zona fortemente degradata: un posto dove "si spaccia cultura". Gli abbiamo voluti aiutare nell'acquisto di un macchinario utile alle rilegature. Molti politici in quello stesso quartiere sono passati con le loro auto blu a farsi un selfie ma senza compiere alcuna azione". Parla poi della squadra di basket in carrozzina di Reggio Calabria e dei fratelli del Goi che hanno permesso l'iscrizione al campionato di serie B. Si emoziona, rivendica il diritto dei massoni ad indosasre la sera un paio di guanti bianchi ed un grembiule e di ascoltare gli altri...Ecco, ascoltare. E' quello che la classe dirigente attuale italiana non è più abituata a fare. Guarda la platea e prima di sedersi conclude con un monito a quanti hanno deciso di fare la guerra alla massoneria: "Sappiamo resistere, accarezzare ma se necessario colpire".